Una passione trasformata in una carriera al vertice della pallacanestro globale. Il perugino Stefano Lupattelli ha ripercorso le tappe del suo percorso, iniziato da giocatore per poi evolversi nelle professioni di allenatore, agente per ventitré anni e infine scout internazionale per il basket d’oltreoceano. Dopo un triennio con i Minnesota Timberwolves tra il 2019 e il 2022, dall’estate di quell’anno collabora stabilmente con i Golden State Warriors, con il compito di setacciare i principali tornei giovanili europei come l’ANGT Adidas Next Gen e i Campionati Europei Under 16, 18 e 20. Lupattelli ha spiegato il suo lavoro in un’intervista al Corriere dell’Umbria:
«Posso dire di essere veramente un privilegiato, prima di tutto, dal momento che lavoro in un ambiente bellissimo che ti mette a disposizione mezzi incommensurabili rispetto a tutte le altre realtà nel mondo della palla a spicchi. Ci sono arrivato dopo 23 anni di duro lavoro da agente, che mi ha aiutato a reggere meglio il mondo del basket americano, competitivo ai massimi livelli.
Mi è sempre piaciuto fare scouting, quindi ho realizzato un sogno nel vero senso della parola. All’inizio è stato un po’ stordente l’impatto, perché c’è una maniacalità incredibile per quanto riguarda la cura dei dettagli a livello statistico e analitico, cosa che sta arrivando anche da noi in Europa. In sostanza, sono un privilegiato perché faccio il lavoro che mi piace ai massimi livelli, ma pur sempre con un gioco».
La sua attività si concentra per il 90% sul territorio europeo, con l’orizzonte futuro di estendere i monitoraggi al continente africano per conto della franchigia californiana.
Lupattelli: la tradizione umbra e la ricetta per scovare talenti in Italia
L’analisi di Lupattelli tocca anche il legame con la propria terra d’origine, richiamando la tradizione cestistica dell’Umbria rappresentata negli anni da figure del calibro di Roberto Brunamonti e Renzo Zampolini, fino ai fratelli Cappelletti e ai fratelli Bartoli di Spoleto, Alessandro Zampini e Davide Moretti. Tra i profili di spicco nell’attualità figurano Lorela Cubaj, giunta fino al parquet della WNBA e colonna della nazionale azzurra, e Dorin Buca, mentre Gianni Antonelli continua a operare per lo sviluppo dei giovani del territorio.
Sollecitato sul tema dello sviluppo del movimento in Italia e sulle prospettive legate ai progetti della Junior NBA e alle indiscrezioni su un circuito NBA Europe, Lupattelli indica con decisione la strada da percorrere:
«Per scovare talenti in Italia bisogna migliorare il reclutamento ed entrare nelle scuole. Poi formare i tecnici».





