A 46 anni di distanza dall’ultimo derby cittadino nella massima serie, la Capitale si appresta a vivere una giornata storica sul parquet del PalaEur per la sfida tra la BC Roma e la Maxima Roma. Un evento atteso da oltre 6.000 spettatori e vissuto con profonda emozione da Valerio Bianchini, oggi presidente onorario della BC Roma e storico condottiero dei trionfi anni ’80. Il tecnico del primo scudetto capitolino ha rievocato la storicità dell’asse tra Roma e Milano, sottolineando il potenziale inespresso della piazza romana, come ha dichiarato a la Repubblica:
«Roma ha 4 milioni di abitanti, un bacino enorme lasciato a riposo per troppo tempo. Su quell’asse si è vissuta forse la pagina più bella del nostro basket. Noi contro loro, negli anni 80. L’intensità la sto sentendo tutta, anche se qui a Roma di derby siamo un po’ tutti neofiti. Ma una cosa non manca di sicuro: l’entusiasmo.»
Nel roster guidato da coach Alessandro Magro, il punto di riferimento in campo è rappresentato dal playmaker Nico Mannion, definito dallo stesso dirigente come un elemento incantevole e fondamentale per le ambizioni del club.
Bianchini elogia la visione di Donnie Nelson e la sostenibilità aziendale
In merito alle perplessità sollevate attorno agli ingenti investimenti profusi dalle nuove realtà capitoline, Bianchini ha difeso con fermezza la bontà dell’operazione societaria coordinata da Donnie Nelson e sostenuta da figure di rilievo internazionale come Luka Doncic. La volontà della BC Roma prescinde dalle evoluzioni dei format europei, puntando alla creazione di un modello professionistico solido e autosufficiente:
«Nello sport servono grandi investimenti. Il vero professionismo produce profitto, non debito. Per quanto ci riguarda, Donnie Nelson ha voluto investire proprio su Roma per durare nel tempo. Che si giochi in un contesto o in un altro, non cambierebbe la natura del nostro progetto.»





