L’Hapoel Tel Aviv continua a far parlare di sé per l’imponente sforzo economico profuso nella nuova stagione. Il proprietario del club, Ofer Yannay, ha rivelato ai microfoni di Sportal che la società sta operando con un budget totale complessivo di circa 70 milioni di euro, sostenuto da un monte ingaggi netti destinato ai giocatori che si aggira intorno ai 29 milioni:
«Il nostro budget? Sì, è di circa 70 milioni di euro. Tutto considerato: tassazione e ogni singolo aspetto.»
Il confronto con le grandi e i tre fattori di costo
Secondo Yannay, tuttavia, paragonare direttamente le cifre dell’Hapoel con quelle dei giganti dell’Eurolega rischia di essere fuorviante. A suo avviso, un roster simile gestito in un’altra piazza europea avrebbe una cifra complessiva inferiore.
«Se si provasse a fare un confronto con un’altra realtà, ad esempio se l’Hapoel fosse la terza squadra di Atene, il nostro budget si aggirerebbe probabilmente intorno ai 55 milioni di euro.»
A pesare sui conti del club israeliano sono tre fattori specifici:
la seconda sede a Sofia: per via della situazione geopolitica in Medio Oriente, la squadra gioca le proprie gare casalinghe di Eurolega in Bulgaria, sostenendo costi organizzativi e logistici supplementari;
la tassazione in Israele: il sistema fiscale locale prevede aliquote più elevate rispetto a paesi come la Grecia, dove è in vigore un’imposta piatta al 22%;
i regolamenti del campionato locale: le norme sulle iscrizioni degli stranieri impongono di tesserare un numero maggiore di atleti dedicati esclusivamente al torneo domestico.
Hapoel Tel Aviv, le difficoltà di ingaggio e il fattore campo neutro
Nel calcolo dei costi rientra anche il premio ingaggio necessario per convincere i giocatori di primo piano ad accettare il trasferimento in un club in fase di affermazione e condizionato dal contesto bellico:
«Probabilmente dobbiamo pagare qualcosa in più perché non siamo ancora un club storico di Eurolega con una licenza triennale o una franchigia. Chi viene da noi si prende un margine di rischio. Inoltre Israele vive una fase delicata, un fattore con cui noi conviviamo ma che rende alcuni atleti meno esitanti solo a fronte di ingaggi particolarmente competitivi.»
Tutti fattori che collocano la squadra di Tel Aviv — attualmente forte di un record di 4 vittorie e 2 sconfitte nelle prime sei uscite europee — ai vertici economici del continente insieme a realtà come Panathinaikos e Olympiacos.





