L’Olimpia Milano si appresta ad affrontare l’ex più dolce da ricordare ovvero Armoni Brooks. Il triplo MVP della scorsa stagione è rimasto nel cuore per la sua escalation verticale e per quanto sia stato decisivo per il triplete della scorsa stagione, ma soprattutto rimane il profilo perfetto che servirebbe per sistemare i problemi soprattutto in attacco. Quindi oltre ai ricordi c’è anche il rimpianto. Ora Milano ha bisogno del mercato, però con un’esigenza in più rispetto al recente passato.
La prima necessità rimane quello di un creator-closer che sia in grado di crearsi un tiro da solo. Questa è la carenza più importante che avevamo evidenziato anche in sede di preview e che doveva essere mitigata da una difesa che permettesse di distendersi in campo aperto. La difesa non ha reso come avrebbe dovuto, il rendimento di Peters che doveva essere propedeutico ad accentuare positivamente l’atipicità anche, così come Darius Thompson che non è stato in grado ancora di prendere in mano la squadra. Quindi serve un profilo molto pregiato negli esterni che al momento non sembra esserci sul mercato, soprattutto perchè il giocatore che serve deve essere comunitario per poter essere sfruttato anche in campionato. E questo limita enormemente il raggio d’azione. Ovviamente l’Olimpia Milano potrà e dovrà muoversi solo se l’innesto può veramente cambiare radicalmente le sorti e tappare un punto debole, altrimenti si attende.
Discorso abbastanza simile per l’assenza di Devin Booker che sarà ai box per diverso tempo e quindi crea un buco nei lunghi che prima non c’era. Diop sta salendo di livello, ma senza un altro uomo di rotazione si rischia di spremere troppo Wright anche in Italia quando servirebbe meno. Si è parlato della possibilità di aggiungere Mike Tobey alla batteria, visto il grande impatto che sta avendo con Verona, ma a quanto abbiamo potuto raccogliere dalle nostre fonti, non è una pista che Milano vuole percorrere perlomeno nel breve. Può essere anche che il profilo cercabile e trovabile sia più un rim runner verticale che un giocatore alla Tobey, ma anche lì le valutazioni e il parco giocatori prendibili è sicuramente più ampio rispetto all’esterno, ma assolutamente non infinito.
Il problema di talento dell’Olimpia Milano a livello di esterni in Eurolega, però, rimane e questo deriva dalla costruzione della squadra che ha puntato su prerogative diverse, che possono anche funzionare, ma che questo gruppo non ha ancora mostrato e per farlo ha assolutamente bisogno del miglior Marko Guduric, pur con la sua discontinuità. La società è vigile sul mercato, da vedere quando riuscirà e potrà colpire portandosi a casa il profilo giusto.





