Partita di grandi assenti: per la Virtus fuori Mickey, Polonara e Cordinier; il Fener ha Dorsey solo per onor di firma e Pierre fuori, con Calathes, Guduric e Sanli al rientro.
Primo quarto di difese molli e attacchi produttivi; Motley fa il vuoto sotto canestro, la Virtus distribuisce i punti tra Belinelli, Shengelia e Hackett.
La cifra del secondo quarto è completamente differente, come spesso accade quando Pajola e Dobric entrano in campo. Ma la vera sorpresa è Devontae Cacok che dimostra la crescita costante che sta vivendo in silenzio, esplodendo realmente con una intensità difensiva e a rimbalzo che si traduce anche in punti a referto.
In continuità al secondo quarto è il terzo, con la difesa della Virtus che concede solo 14 punti al Fener e riesce con le collaborazioni difensive a limitare Motley. La partita diventa nervosa quando Shengelia, invero con le armi dei lunghi gialloblu, si fa largo in area su Hayes-Davies. Il mancato fischio sul contatto fa infuriare Itoudis, inevitabilmente espulso.
Non trova una reazione nervosa il Fener, la Virtus continua a difendere bene con Cacok davvero solido. L’inserimento di Smith al posto di un Belinelli piuttosto in difficoltà dietro dà immediati frutti, break e +10 sostanzialmente mantenuto fino in fondo.
La Virtus si impone sul Fenerbahce 87-79.
Fenerbahce Istanbul
Motley 8: losing effort se ce n’è uno, rebus costante ed irrisolto per la difesa bianconera. 25+8 ed un dominio
Hazer n.e.
Wilbekin 5: sparacchia, tira quasi sempre, molto spesso fuori ritmo, non crea con continuità per i compagni, brutta partita per l’ex Maccabi.
Sanli 5,5: soffre contro Cacok (si, non è un errore), non molti minuti al rientro dall’infortunio.
Papagiannis 5: invisibile quasi, limitato moltissimo dalla eccellente difesa della Virtus, pochissime iniziative, soffre terribilmente sui cambi difensivi.
Mahmutoglu 6: dà una scossa quando entra, sta poco in campo.
Hayes-Davis 6,5: fa di tutto, non gli entra il tiro ma è sempre una minaccia nei mismatch costantemente presenti a suo favore. Il migliore dopo Motley
Guduric 6: si nota che è limitato dalla condizione ma mette tiri importanti.
Dorsey n.e.
Calathes 5,5: 8 punti e 4 assist, si sbatte anche in difesa ma Hackett lo massacra.
Madar 5: non gli riesce praticamente nulla, non dà nemmeno il consueto contributo di energia e difensivo.
Sestina 6: messo in campo per tentare di limitare Shengelia fa quel che può e si prende uno dei poster dell’anno, che gli valgono il 6 di tenerezza.
Virtus Segafredo Bologna
Lundberg 6.5: non gli entra il tiro ma fa bene tutto il resto, soprattutto in difesa, e come suo solito non sbaglia una scelta, anche quando sbaglia il tiro. Sta trovando il suo posto in questa Virtus.
Belinelli 5,5: quando è in campo la Virtus soffre, per quanto dispiaccia dirlo. Stasera non difende come ci ha abituato da inizio anno e il suo contributo difensivo non bilancia le difficoltà che crea dietro.
Pajola 6: sta in campo pochissimo e non demerita, molto efficace sui portatori di palla rendendo più complessi i passaggi in area.
Smith 6,5: primo tempo difficile, viene fuori alla grande nel secondo quando mette il corpo contro Hayes-Davies e due triple pesantissime.
Dobric 7: non sbaglia praticamente nulla, è sempre nei quintetti difensivi che portano alla vittoria la Virtus, aggiunge 11 punti e 5 rimbalzi preziosi, gran partita.
Mascolo n.e.
Cacok 7.5: adesso vediamo se quelli che “non è da Virtus” impareranno che un pochino di pazienza con i giocatori forse ci vuole. Dà energia, dietro e a rimbalzo, ed è pure efficace in attacco, dimostrando una mano più che educata. Peccato i liberi, ora è tempo di dare continuità ad una gran prestazione, non la prima.
Shengelia 8: 15+8+5 assist, ancora una volta MVP, il leader offensivo, difensivo, emotivo della squadra fa l’ennesima grande partita di una stagione eccezionale, schiacciando in testa a più di un lungo avversario e indirizzando l’inerzia della gara.
Hackett 7,5: forse alla miglior partita dell’anno, azzanna Calathes, attacca i cambi, fa canestro con continuità, anche 6 assist. Partita d’annata.
Menalo n.e.
Dunston 7: è in chiara difficoltà fisica e di energie ma regala sprazzi difensivi di una bellezza poetica, il mezzo passo d’aiuto ancora una volta trasformato in arte visiva. Eterno.
Abass 6: entra in più ruoli, con sacrificio ed efficacia. Spende i falli con grande intelligenza, mette un canestro importantissimo dall’arco.





