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Virtus-Fenerbahce: Elisir di lunga vita – EuroLeague GamePlan

Per un Polonara che rientra ad allenarsi in gruppo ma non ancora disponibile per le gare ufficiali in casa Bologna, coach Itoudis recupera tre elementi fondamentali della rotazione del Fener in Guduric, Sanli e Calathes. Virtus-Fenerbahce è sfida equilibrata sulla carta, in base alla classifica e al bilancio stagionale in EuroLeague (6-3 le Vu Nere, 5-4 i turchi), resa tale dall’ottima espressione di gioco della squadra di Banchi a compensare lo status e la profondità del roster giallonero. GamePlan cercherà di analizzare, possesso dopo possesso, come si articolerà la sfida della Segafredo Arena: quanto i quintetti non convenzionali della Virtus si adatteranno e adatteranno a loro volta i quintetti con Papagiannis o Sanli dei vicecampioni di Turchia. Prima di partire, uno sguardo ai numeri dei primi 9 turni di EuroLeague e un’occhiata a quali aree del gioco potrebbero avere un peso specifico decisivo ai fini del risultato a tabellone.

    • Delle principali statistiche avanzate di squadra, l’unica che sorride al Fenerbahce è la Turnover%: il 16.2% dei possessi offensivi terminanti con palla persa dei turchi è il 5° valore più basso della competizione, mentre la Virtus si posiziona 11° nella specifica graduatoria (18.2%). Attenzione a non farne una questione di mero ritmo, però: il Fenerbahce ha dimostrato di vincere partite a 87 possessi (@ Bayern) e vincerne a 69 (vs Olympiacos), così come di perderne sia a 82 (@Valencia e @Maccabi) che a 70 (@Stella Rossa).
    • Per quello che è stato il problema più grande della Virtus in questo inizio di stagione – e che per costruzione della rosa continuerà a esserlo per il resto di EuroLeague – il Fenerbahce pare il palliativo ideale: i 36.2 rimbalzi concessi dalla squadra di Itoudis ogni 40′ sono il dato più alto, e di conseguenza peggiore, di tutta l’EL. Per la 5° peggior squadra sotto le plance della massima competizione europea (soli 32.4 rimbalzi di media per la Virtus), l’occasione di approfittarne è ghiotta, al di là del rientro di Sanli e di due guardie stazzate come Guduric e Calathes.
    • Decisamente più post up (10,9 e 10, contro una media di 6.1): la tendenza delle ultime gare del Fenerbahce, coincidente con la serie di sconfitte consecutive, parla di un attacco ancora squilibrato tra lo sfruttamento delle doti fisiche individuali spalle a canestro e la circolazione del pallone in attacco. Che la Virtus non possa concentrarsi preferibilmente lontano dalla palla, rompendo le linee di passaggio, pur di concedere l’1vs1 a esterni e lunghi di Itoudis? [Fun fact: a fine gara saranno 15, con la seconda miglior efficacia della campagna di EuroLeague ma, come nel caso degli 1.3 PPP col Partizan, anche gli 1.133 PPP con la Virtus sono coincisi con sconfitte]

 

  • Accoppiamenti difensivi dei quintetti iniziali –> lato Virtus: Hackett-Wilbekin, Belinelli-Hayes-Davis, Smith-Guduric, Shengelia-Papagiannis, Dunston-Motley; lato Fenerbahce: Guduric-Smith, Hayes-Davis-Belinelli, Wilbekin-Hackett, Motley-Dunston, Papagiannis-Shengelia.
  • Primo set offensivo della Virtus: Iverson cut per Smith, P&R laterale con angolo vuoto e Shengelia rollante nel quarto di campo libero e aprirsi per portare fuori Papagiannis dal pitturato. Anche se l’ex Alba usa il reject e rimane sul lato originario, l’obiettivo della Virtus è trovare sempre l’uscita sul perimetro e attaccare il movimento del lungo del Fener (passaggio in C&S di Belinelli per il roll profondo di Dunston contro l’aiuto di Motley).
  • Primo possesso difensivo della Virtus: pressione massima su Papagiannis e Motley in punta e sui ricevitori dell’eventuale ribaltamento, spezzare con le braccia in allungo qualsiasi consegnato, aiuto forte dall’uomo marcato da Motley se l’ex Kuban non è coinvolto in blocchi on e off ball.
  • Primo antidoto del Fenerbahce ai doppi blocchi Virtus: cavalcare la transizione e qualsiasi accoppiamento di Motley, sia con lunghi che con esterni in crossmatch.
  • Lo Shengelia iniziale è uno Shengelia perimetrale, anche per l’accoppiamento con Papagiannis: più pop e hand off per aprire l’area per Dunston, meno ricezioni in post e 1vs1 statici. Una delle infinite versioni offensive del georgiano, quasi tutte tremendamente efficaci [A fine gara saranno solo 3 i possessi in post up totali della Virtus, tutti gestiti da Toko, di gran lunga inferiori ai 7.9 medi].
  • Sulle uscite di Belinelli – e per il prosieguo del possesso – la scelta di Itoudis è quella di cambiare con Motley: Belinelli-Dunston è una coppia che Hayes-Davis e Motley possono gestire al meglio con una switch defense per non generare separazione [media in EuroLeague, partita col Fener inclusa, di conclusioni off screen della Virtus: 5.8; conclusioni off screen della Virtus contro il Fener: 3]. Più blocchi delle altre guardie o di Shengelia per Beli?
  • Johnathan Motley non ha corpi che possano fermarlo, poco da aggiungere. 9 dei primi 14 punti del Fener portano la sua firma, devastante in semi transizione se Dunston si è sbilanciato a rimbalzo.
  • Non solo Motley in post up: anche Hayes-Davis-Belinelli è un matchup chiaramente favorevole ai turchi. Senza adeguata pressione sugli entry pass, il Fener ha vantaggi di cm o di dinamismo in ogni possesso nelle posizioni di 2, 3 e 4. Parziale contromisura di Bologna: anticipo di 3/4 del marcatore primario per costringere al lob e dare il tempo al lungo più vicino di raddoppiare al ferro.
  • Nemmeno le fibre di Cacok possono nulla: qualsiasi avversario di Motley in post basso, soprattutto se il lungo di Itoudis riceve sul roll di un P&R laterale senza un tag da lato forte dall’uomo in angolo, nel 1Q della Segafredo Arena sono 2 punti praticamente assicurati.
  • Le % da fuori della Virtus, sostenute dal trio Hackett-Lundberg-Shengelia, mantengono le Vu Nere a contatto. Non arriva ancora il cambiamento atteso, ossia il cambio del bloccante per le uscite di Belinelli: Motley ha i piedi e le leve per cambiare, Hayes-Davis la stazza per reggere l’1vs1 in post di Cacok.
  • Lundberg aumenta a dismisura la pressione sulla palla di Calathes, rubando secondi preziosi all’azione del Fener. Cosa c’è di più semplice se non portare un semplice P&R alto di Motley, lanciare la palla nei pressi del tabellone e attendere che il prodotto di Baylor gestisca il proprio corpo e quello del recupero di Cacok per appoggiarne altri 2? Poca circolazione del Fener, con un grandissimo lavoro della Virtus nel negare l’entrata nei giochi a Wilbekin, ma questo Motley non è al momento gestibile.
  • La prima poteva essere un indizio, la seconda non può essere una coincidenza: la scelta inserita nel GamePlan della Virtus sulle rimesse da fondo in attacco del Fener è staccarsi dal rimettitore per raddoppiare l’uscita della guardia dalla serie di blocchi.
  • Primo tentativo dal campo di Abass: schiacciata da highlights in contropiede dopo un’ottima gestione del P&R Madar-Sanli della Virtus (Lundberg passa under, Cacok si stacca per non dare vantaggio nel contatto e anticipa di 3/4). Il giusto gas a una Virtus che senza Motley da (non riuscire a) contenere sembra avere l’inerzia dalla propria parte.

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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