Particolare attenzione alla transizione difensiva e alla limitazione dell’esuberanza fisica e atletica di tutti i membri dei quintetti avversari sul parquet. Stando alle dichiarazioni della vigilia di coach Banchi e Achille Polonara, quelli dell’incipit sono stati i focus nella preparazione delle Vu Nere del Round 22 di EuroLeague. Il ritorno alla Segafredo Arena dopo 3 trasferte consecutive è un Virtus-Asvel molto più complicata dal punto di vista psicologico e atletico, ricordando anche la gara d’andata, che da quello tecnico. Per inquadrare ancor meglio le tendenze della squadra francese, allenata in prima persona dall’ex assistente Pierric Poupet dopo la discutibile e discussa risoluzione con Gianmarco Pozzecco, ci siamo avvalsi dei numeri di Synergy e 3StepsBasketball. Per il resto dell’evoluzione tattica di Virtus-Asvel, quarto dopo quarto, c’è ovviamente GamePlan.
- Un campione di 2 partite (vs Stella Rossa e Alba Berlino) è ridotto per valutare qualsiasi cosa, ma a rubare l’occhio della dieta offensiva dell’Asvel è un leggero ritorno alla gestione precedente all’interregno del Poz. 7 possessi in Post-Up in entrambe le gare (dato toccato in una sola delle 15 gare sotto Pozzecco), più in linea con le indicazione del coaching staff di TJ Parker, e un totale di 8 conclusioni prese in uscita dai blocchi (mai sotto Pozzecco si erano viste serie di 2 gare consecutive da 8+ Off Screen): da valutare sarà l‘impatto di Deshawn Thomas, se impiegato maggiormente come stretch 4 o come 3 da utilizzare per attaccare spalle a canestro gli esterni della Virtus.
- Quando Polonara si riferisce all’Asvel come una squadra “che ama correre” lo dice, chiaramente a ragion veduta, in base al pace registrato dai francesi sin qui in EuroLeague: più dei 71.7 possessi per 40′ dell’Asvel ci sono i 74.4 del Maccabi, i 72.3 del Real Madrid e i 72.4 dell’Alba Berlino. Nelle ultime due gare l’Asvel di Poupet si è spinto addirittura a 73.75 di pace: segnale che il dato in sé e per sé ha un valore relativo, se al 3° e al 4° posto della graduatoria generale ci sono la prima primissima e l’ultima ultimissima della competizione. E la terza, ossia la Virtus Bologna, insegua a strettissimo giro di posta (71.2). Ma che indica una componente tecnica che l’ultimo doppio turno ha mostrato una Virtus non con una gestione all’altezza delle 19 gare precedenti.
- Per calcolare quanto una squadra tenda ad attaccare costantemente il ferro, uno dei parametri più utilizzati è il Free Throw Rate, ossia il rapporto tra i tiri liberi tentati e i tiri dal campo. Dietro alle 3 squadre che mettono più pressione al ferro dell’intera EuroLeague (Pana, Maccabi e Partizan) c’è proprio l’Asvel: 29.7 liberi ogni 100 tentativi dal campo si scontrano con una percentuale di conversione nella media (76.4%, 11° in EL), comunque superiore a uno dei vulnus atavici della Virtus 2023/24 (74.8% dalla linea della carità, solo Panathinaikos e Baskonia fanno peggio).
- Ultimo fattore statistico, non quantificabile prima della palla a due: Virtus-Asvel sarà la prima gara di EuroLeague della stagione con l’assenza sicura di Toko Shengelia. Valutare se la Virtus cercherà di creare in ogni caso dal post, magari tornando a un assetto più simile a quella di Scariolo che impiegava molti esterni spalle a canestro (Hackett, Pajola, Cordinier), o troverà altri set lontani dalla palla per sfruttare le caratteristiche più perimetrali degli altri lunghi.
