Massimo Pisa, firma di Repubblica-Milano, ha introdotto nella giornata del 23 gennaio l’imminente sfida di EuroLeague dell’Olimpia Milano col Barcellona. Lo ha fatto presentando un riepilogo dei più recenti e più lontani sviluppi della stagione milanese. Non considerando toni e retorica indissolubilmente legati al pubblico di riferimento della carta stampata, e perciò non dirimenti nel giudicare nel merito le posizioni espresse (“San Nicolò da Reggio Emilia e a San Kyle da Sicklerville, gli eternauti Melli e Hines per l’ennesima volta alle Termopili. Di Amleto Voigtmann…”), due sono i passaggi sui quali è lecito interrogarsi quanto influenzino i risultati nel condannare o assolvere gli imputati ritenuti responsabili del più lieve o innocuo dei crimini quale il rendimento sotto le attese di una performance sportiva.
“Naviga in quarta posizione (in LBA, ndr), reduce dal largo successo di Pesaro e da una prestazione serena e sorniona, senza soffrire davvero mai ma senza sgasare oltre la terza marcia, non essendovene bisogno“: è necessario puntualizzare il veleggiare tranquillamente tra gli impegni di Legabasket – sottolineando tra le altre cose una posizione in classifica di due lunghezze inferiore al peggior scenario ammissibile per una società di EL con tale differenza di risorse nella creazione della rosa – per trovare un segnale positivo? Non soffrire a Pesaro è un plus o è la norma, in linea teorica?
“Alla fine sono gli errori estivi, quelli di costruzione del roster, che pesano e peseranno“: ai nastri di partenza erano dubbi, perplessità, speculazioni sul fit tecnico dei principali acquisti dell’Olimpia Milano. Chiamarli errori di costruzione è possibile solamente a posteriori, sostenuti purtroppo dalle situazioni di infortuni e da un numero elevato di risultati negativi. A un giudizio ex post sarebbe preferibile una puntualizzazione su cosa è stato scelto di fare per “riparare” alle lacune scoperte suo malgrado dall’Olimpia Milano: è un errore più “grande” o aver confermato Kevin Pangos in estate o averlo rimpiazzato con Shabazz Napier il 21 dicembre? Più deleterio investire su Mirotic come ultimo colpo prima dell’inizio di stagione o aggiungere un profilo come Rodney McGruder a stagione in corso, quando le necessità di creazione per sé e per gli altri dal palleggio avrebbe richiesto un handler più di volume rispetto all’ex Pistons? Più grave immaginare una resa positiva di una lineup con Mirotic e Melli impiegati con i compiti dei primi mesi dell’Olimpia 2023/24 o aver insistito tanto con quella lineup anche di fronte a evidenti problemi strutturali? In breve: è costruito male il roster, considerando la qualità elitaria degli uomini di Messina, o le scelte dell’Olimpia Milano sono una toppa peggiore del buco?





