Ultimamente in NBA si era vociferato di alcune modifiche al regolamento o al modo di arbitrare, che negli ultimi anni stava tutelando sempre di più gli attacchi e sfavorendo le difese. Ora, pare finalmente che quel cambiamento sia arrivato.
Nelle ultime stagioni stavamo assistendo più che mai a clamorose prove offensive, capaci di riscrivere la storia del gioco. Tuttavia -senza mettere in dubbio l’infinito tasso di talento che c’è oggi nella lega- ci doveva essere un motivo per il quale il numero di giocatori capaci di mettere a segno cinquanta, sessanta o addirittura settanta punti in una partita stesse aumentando così drasticamente: dal 1946 (anno di nascita dell’NBA sotto il nome di BAA) fino al 2022, solamente 6 giocatori erano riusciti a segnare almeno 70 punti in una partita. Nelle ultime due stagioni, invece, abbiamo assistito a ben 4 performance di questo calibro: Mitchell e Lillard l’anno scorso, Embiid e Doncic quest’anno.
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Come dicevamo, però, ci doveva essere un motivo per il quale questo tipo di performance stavano diventando sempre più frequenti e, più in generale, i punteggi delle partite stavano crescendo così tanto. La causa si trova in quella tutela da parte degli arbitri nei confronti degli attaccanti, che riescono quindi a guadagnare molti più tiri liberi: Embiid nella gara da 70 punti contro gli Spurs ha segnato ben 21 tiri liberi; Doncic nella notte da record contro gli Hawks, ha raccolto 15 dei suoi 73 punti dalla lunetta.
Negli ultimi mesi però la tendenza era diventata insostenibile e si era quindi iniziato a parlare di una modifica nel modo di arbitrare o addirittura nel regolamento, per la quale sarebbe verosimilmente stato necessario aspettare la fine della stagione corrente.
ESPN story on NBA memo to teams outlining league’s officiating focus on offensive players hunting out foul calls https://t.co/diqtfaIw3i
— Adrian Wojnarowski (@wojespn) March 15, 2024
