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In NBA è cambiato il modo di arbitrare? Analisi dei numeri del trend

Una svolta immediata

Così però non è stato. Come vi avevamo raccontato appena 11 giorni fa, l’NBA non ha aspettato l’off-season per ovviare a questo “problema” e si è tirata su le maniche, trovando una soluzione che parrebbe poter essere definitiva.
Cerchiamo quindi di capire cosa sta succedendo nella lega, cosa di preciso sta portando ad una diminuzione dei punteggi e se c’è effettivamente stato un cambiamento così repentino nel modo di arbitrare.
Seppur questo nuovo approccio da parte degli arbitri sembri evidente guardando i numeri, guardando le partite non è così palese, e bisogna quindi cercare di indagare le cause delle variazioni dei punteggi.

Per cominciare, prendiamo in mano alcuni numeri che aiutano a definire il cambiamento che stiamo vedendo: se fino a gennaio le squadre viaggiavano ad una media di 115.6 punti a partita (231.2 totali), il tasso più alto dal 1970, quando però si giocavano circa 20 possessi a partita in più rispetto ad oggi, dal 1 febbraio in poi c’è stato il calo di cui abbiamo parlato, che ha visto le squadre arrivare fino ad una media di 112.8 punti a partita (225.5 totali). Una delle cause principali è sicuramente la diminuzione del numero di tiri liberi, ma c’è di più.
Nonostante la diminuzione di 5.7 punti a partita, stiamo comunque assistendo alla stagione con il più alto tasso di punti per possesso mai registrato dal 1972-73.

Grafico dell’andamento dei punteggi durante la stagione NBA 2023/24 rispetto alle 18 precedenti. Fonte: The Athletic.

I tiri liberi non bastano

Mentre fino al 31 gennaio in una partita venivano tirati circa 45.6 tiri liberi ogni 48 minuti, dal 1 febbraio (data spartiacque in questa questione) al 17 marzo la media di tiri liberi tentati arriva appena a 40 ogni 48 minuti.
Il calo dei tiri liberi concessi si traduce senza dubbio in un abbassamento dei punteggi, visto il fatto che un viaggio in lunetta produce in media 1.6 punti, contro gli 1.1 punti di un possesso che si conclude con un tiro “normale”.

Assumendo che quei 5.5 tiri liberi “mancanti” sarebbero stati convertiti in media con le percentuali della lega, la diminuzione dei tiri liberi è responsabile di una diminuzione dei punteggi pari a 1.7 punti in meno a partita. Avendo notato che i punteggi complessivi sono diminuiti di 5.7 punti in totale, mancano ancora 4 punti all’appello.

Prima di tutto bisogna capire da cosa deriva questa diminuzione dei tiri liberi: se da una diminuzione dei fischi in generale, se da una maggior libertà per le difese nelle situazioni di tiro o magari nelle situazioni di bonus, oppure da una diminuzione di falli tecnici e antisportivi, oppure anche dall’assenza di due giocatori come Trae Young e Joel Embiid, professionisti nel raccogliere fischi a loro favore

Meno fischi in generale o meno fischi specifici?

Il fatto che ci sia stata una diminuzione dei fischi non è in dubbio. Quello che è più difficile capire è se effettivamente questa diminuzione dei fischi possa tradursi direttamente in un abbassamento dei punteggi, o se ne sia solo una conseguenza.

Seppur siano diminuiti i falli tecnici fischiati (sia quelli ai giocatori, sia quelli dovuti alle violazioni dei 3 secondi difensivi), la maggioranza dei viaggi in lunetta deriva o da falli commessi sul tiro (due terzi dei tiri liberi totali dipendono da questo) o da falli commessi in situazioni di bonus. Anche queste due situazioni sono decisamente calate in termini di frequenza.

La diminuzione dei tiri liberi derivanti da ciascuna zona di tiro, prima e dopo il 1 febbraio. Fonte: The Athletic.

Come dicevamo, un’altra possibile causa della diminuzione dei tiri liberi può essere dovuta all’assenza di certi giocatori. I due nomi che più di tutti saltano all’occhio sono certamente quelli di Young e Embiid, i quali tirano un totale di 20 liberi a partita in due.
Se il tasso di tiri liberi tentati fosse rimasto uguale fra gennaio e febbraio, ci sarebbero stati 1,600 tiri liberi tentati in più, dei quali 275 sarebbero stati dovuti ai giocatori presenti sul campo, visto il numero di liberi che questi giocatori guadagnano rispetto al resto della lega.

Tommaso Busato
Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.

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