Dal 2012, alcune franchigie NBA hanno versato cifre astronomiche in luxury tax nel tentativo di costruire squadre vincenti. Ma vale davvero la pena pagare tanto? Un’infografica pubblicata da NBA University su dati Spotrac rivela i numeri, confrontando la tassa pagata con vittorie, playoff e titoli vinti.
Golden State: 748 milioni per dominare
I Golden State Warriors sono in cima alla lista: 748.467.759 $ di luxury tax in 8 stagioni, che hanno fruttato 113 vittorie nei playoff e 4 titoli NBA. Sono il simbolo dell’investimento che paga.
Chi spende e non vince
Brooklyn Nets e LA Clippers hanno speso più di 300 milioni a testa in tax, ma senza nemmeno una finale NBA dal 2012. Anche i Phoenix Suns hanno investito pesantemente (273 milioni), con risultati modesti. Il ritorno sull’investimento? Deludente.
Virtuosi (e vincenti)
Alcune squadre come Denver (campioni 2023) e Milwaukee (campioni 2021) hanno speso meno di 60 milioni, dimostrando che si può vincere anche con una gestione finanziaria oculata.
I veri risparmiatori
Pacers, Hawks, Hornets, Kings e Magic non hanno pagato nemmeno un dollaro di luxury tax. Ma hanno anche zero titoli e pochi successi nei playoff: risparmio sì, ma a caro prezzo sportivo.
Conclusione
Spendere non garantisce la vittoria, ma chi ha speso di più e con visione – come Golden State – ha raccolto i frutti. Il lusso, in NBA, può fare la differenza. Ma serve anche una gestione sportiva impeccabile.
Questa la classifica riportata da ESPN






