Damian Lillard torna ufficialmente ai Portland Trail Blazers. Il veterano ha firmato un contratto triennale da 42 milioni di dollari, sancendo il suo ritorno nella franchigia dove ha costruito la sua carriera NBA per oltre un decennio.
Dopo una stagione travagliata con i Milwaukee Bucks, conclusasi con un grave infortunio al tendine d’Achille e il conseguente taglio nonostante due anni restanti di contratto, Lillard ha scelto Portland come destinazione da free agent. Una decisione dettata anche dalla volontà di avvicinarsi alla sua famiglia, ancora residente in Oregon.
Sul piano tecnico, il suo inserimento sarà da valutare: i Blazers hanno trovato una nuova identità senza di lui nella seconda metà della scorsa stagione, grazie anche agli innesti derivati proprio dallo scambio che lo ha coinvolto, come Toumani Camara e Deni Avdija.
Il roster ora include anche Jrue Holiday, rientrato tramite un nuovo scambio che ha coinvolto Anfernee Simons, e continua a essere arricchito da giovani talenti e future scelte al Draft ricevute da Milwaukee. Tuttavia, per via della tempistica dell’infortunio (fine aprile), è improbabile che Lillard possa offrire un contributo significativo prima di marzo 2026.
Il vero obiettivo di questa operazione è avere Lillard in forma per la stagione 2026-27, in cui potrà valere ben più dei 14 milioni pattuiti per quell’anno. Inoltre, Lillard ha ottenuto una no-trade clause, diventando insieme a LeBron James l’unico giocatore attualmente in NBA con tale tutela contrattuale.
Portland potrà così valutare meglio lo sviluppo di Scoot Henderson, l’efficacia residua di Holiday e la situazione contrattuale di Shaedon Sharpe, che potrebbe diventare free agent vincolato la prossima estate.
L’accordo, quindi, non è solo un ritorno emozionante per la tifoseria, ma anche una mossa strategica che offre flessibilità salariale e prospettive future ai Blazers.




