Nel sistema NBA, la libertà di spesa non è assoluta. Pur con un Salary Cap “soft”, la lega impone dei limiti fiscali ben precisi per evitare squilibri troppo marcati tra franchigie. È qui che entrano in gioco due strumenti fondamentali: la Luxury Tax e i cosiddetti “Apron”, barriere fiscali pensate per penalizzare le squadre più spendaccione e limitare certe operazioni di mercato.
In questo articolo spieghiamo cos’è la Luxury Tax, come funzionano le soglie di spesa, i moltiplicatori progressivi e cosa significa superare il First Apron o il Second Apron, introdotto nel nuovo CBA 2023-2030.
Cos’è la Luxury Tax NBA?
La Luxury Tax è una tassa applicata alle squadre che superano una determinata soglia di spesa oltre il Salary Cap.
Non è un limite rigido: le franchigie possono spendere oltre, ma devono pagare una somma extra alla lega, ridistribuita in parte alle squadre virtuose.
Ogni stagione, la NBA definisce:
- Salary Cap,
- Luxury Tax Line, cioè il limite oltre il quale si paga la tassa.
Per esempio, nella stagione 2025-2026 il Salary Cap è previsto a 141 milioni di dollari, mentre la Luxury Tax Line a circa 171 milioni di dollari.
Precisiamo che la Luxury Tax funziona come le normali tasse che tutti noi paghiamo: più spendi e più paghi. Il sistema è progressivo a scaglioni:
| Eccedenza sulla Tax Line | Aliquota (prima infrazione) |
| da 0 a 4.999 milioni di dollari | 1.50 dollari per ogni dollaro speso |
| da 5 a 9.999 milioni di dollari | 1.75 dollari per ogni dollaro speso |
| da 10 a 14.999 milioni di dollari | 2.50 dollari per ogni dollaro speso |
| da 15 a 19.999 milioni di dollari | 3.25 dollari per ogni dollaro speso |
| oltre 20 milioni di dollari | +0.50 dollari per ogni 5 milioni extra |
In aggiunta, se una franchigia paga la Luxury Tax per 3 anni su 4, entra in modalità “repeater” con aliquote ancora più alte. Per esempio, pare da 2.50 dollari invece che da 1.50.
Cosa sono First e Second Apron e cosa comportano se superati?
Con il nuovo Collective Bargaining Agreement (CBA) in vigore dal 2023, la NBA ha introdotto due nuove soglie fiscali chiamate:
- First Apron, linea fissata a circa 7 milioni di dollari sopra la Luxury Tax (es: se la tax line è a 171 milioni di dollari, il First Apron è circa a 178 milioni),
- Second Apron,linea fissata a circa 17.5 milioni di dollari sopra la Luxury Tax (es: con tax line a 171 milioni di dollari, il Second Apron è intorno ai 188.5 milioni).
Superare uno o entrambi gli Apron non comporta tasse aggiuntive, ma impone limitazioni operative molto severe. Vediamole.
Se si supera il First Apron non è possibile:
- usare la Mid-Level Exception “non-taxpayer”,
- acquisire un giocatore con sign-and-trade,
- acquisire un giocatore via trade se il suo stipendio è più alto di quello del giocatore ceduto.
Se si supera il Second Apron, scattano ulteriori divieti
- usare qualsiasi Exception significativa,
- blocco delle future scelte al Draft, con la scelta del primo giro più alta che viene spostata in fondo al giro,
- divieto di sommare stipendi negli scambi,
- divieto di firmare giocatori tagliati con stipendio sopra il minimo salariale.
L’obiettivo di questi Apron è chiaro: penalizzare pesantemente le franchigie che continuano a spendere in maniera eccessiva, rendendo loro impossibile ingaggiare nuovi talenti via free agency o con trade creative.
Perché la NBA impone questi limiti?
La lega punta a garantire un equilibrio competitivo, scoraggiando la creazione di “super team” senza limiti di budget. Senza questi meccanismi, le squadre con più risorse (come Golden State, Lakers, Clippers) potrebbero costruire roster fuori portata per mercati più piccoli.
Giusto per citare due esempi, i Golden State Warriors nella stagione 2022-2023 hanno pagato 170 milioni di dollari solo di Luxury Tax, una cifra superiore al monte ingaggi di molte altre franchigie.
I Los Angeles Clippers, che sono regolarmente oltre la soglia del Second Apron, hanno limitazioni nelle manovre di mercato.
In conclusione, il sistema della Luxury Tax e degli Apron è diventato un elemento strategico cruciale nella gestione delle franchigie NBA. Spendere oltre il Salary Cap è possibile, ma a caro prezzo: non solo dal punto di vista economico, ma anche in termini di flessibilità operativa.
Con l’espansione del tetto salariale attesa grazie ai nuovi diritti TV, il futuro NBA sarà segnato da scelte difficili: spendere e pagare le sanzioni, oppure restare sotto soglia e costruire con intelligenza.
LEGGI ANCHE GLI ALTRI CAPITOLI DELLA GUIDA AL SALARY CAP NBA
- Cos’è il Salary Cap?
- Come funziona il Salary Cap?
- Come viene calcolato il Salary Cap?
- Contratti e tasse
- Luxury Tax e Apron
- Le eccezioni
- Come funzionano le trade





