Il Salary Cap è uno dei concetti più importanti della NBA, ma spesso è anche uno dei più confusi. Per questo faremo una serie di articoli che possano condurvi in modo semplice a capire cos’è il Salary Cap, come funziona e perché è fondamentale per il campionato di basket più spettacolare del mondo. Prima di addentrarci nella spiegazione, iniziamo a parlare del contratto collettivo in NBA, che è alla base di tutta la Lega.
Come per tutti i lavori, anche quello del giocatore in NBA si basa su un contratto collettivo. Il Contratto collettivo della NBA, o Collective Bargaining Agreement (CBA), è un accordo legale tra la NBA (le squadre) e il sindacato dei giocatori (NBPA – National Basketball Players Association).
Il contratto stabilisce tutte le regole che governano la lega:
- stipendi dei giocatori;
- trasferimenti;
- contratti;
- regole sul Salary Cap;
- giorni di riposo;
- diritti dei giocatori
Detto in termini molto semplici, il CBA è una sorta di “manuale ufficiale” che spiega cosa è permesso e cosa no nella NBA per giocatori e franchigie.
Chi negozia il CBA?
La contrattazione avviene tra la NBA, che rappresenta le squadre, e l’NBPA, il sindacato dei giocatori. Il CBA viene in genere negoziato per periodi di 6-7 anni. L’attuale accordo, siglato nel 2023, avrà durata di 7 stagioni con possibilità di rescissione anticipata dopo il sesto anno. In caso non ci sia accordo, si può arrivare a un vero e proprio lockout. Nella storia della NBA ci sono stati diversi lockout, i più rilevanti nel 1998 e nel 2011, che hanno ridotto le stagioni regolari a 50 e 66 partite. Altri due lockout minori si sono verificati nel 1995 e nel 1996, ma senza conseguenze significative sul calendario.
Cosa regola il contratto collettivo NBA?
Ecco i principali argomenti coperti dal CBA:
1. Salary Cap e Luxury Tax
Il CBA definisce:
- il tetto salariale massimo (Salary Cap);
- le eccezioni per superarlo;
- la Luxury Tax, cioè la tassa per chi spende troppo.
2. Tipi di contratto
- contratti da rookie (giocatori appena entrati);
- contratti massimi (superstar NBA);
- two-way contracts (giocatori che alternano NBA e G-League);
- contratti di 10 giorni (firma temporanea).
3. Durata e stipendi minimi/massimi
Il CBA stabilisce la durata massima dei contratti e quanto può guadagnare un giocatore in base alla sua esperienza.
Ad esempio, un veterano NBA può firmare un contratto più lungo e ricco rispetto a un esordiente.
4. Regole per gli scambi (trades)
Le trade devono rispettare regole precise sui salari, il numero di giocatori coinvolti e il rispetto del tetto salariale.
5. Diritti dei giocatori
Il CBA tutela:
- la salute e sicurezza,
- i giorni di riposo,
- l’accesso ai medici e fisioterapisti,
- il diritto alla privacy.
6. Condivisione dei ricavi (Revenue Sharing)
Il CBA stabilisce la divisione dei ricavi: i giocatori ricevono dal 49 al 51% del Basketball Related Income (BRI), cioè tutte le entrate generate da biglietti, diritti TV, merchandising e sponsorizzazioni.
Perché il CBA è importante?
Perché mantiene l’equilibrio tra squadre e giocatori. Senza un accordo, i giocatori potrebbero scioperare o i proprietari potrebbero fermare il campionato (lockout). Il CBA evita questi problemi e assicura che la Lega possa andare avanti regolarmente.
In conclusione, possiamo dire che il contratto collettivo della NBA è il collante che tiene insieme tutto il basket professionistico americano.
Regola i soldi, i contratti, le carriere dei giocatori e l’organizzazione delle squadre. Anche se è molto complesso, è fondamentale per capire come funziona davvero la NBA dietro le quinte.
LEGGI ANCHE GLI ALTRI CAPITOLI DELLA GUIDA AL SALARY CAP NBA
- Cos’è il Salary Cap?
- Come funziona il Salary Cap?
- Come viene calcolato il Salary Cap?
- Contratti e tasse
- Luxury Tax e Apron
- Le eccezioni
- Come funzionano le trade
