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Phil Jackson accusa Carmelo Anthony: “È lui la causa del mio fallimento ai New York Knicks”

Il leggendario coach Phil Jackson ha finalmente svelato la verità dietro uno dei capitoli più deludenti della sua carriera: la fallimentare esperienza con i New York Knicks. Nel suo nuovo libro Masters of the Game (I Maestri del Gioco), Jackson non usa mezzi termini e attribuisce la responsabilità principale del fiasco a Carmelo Anthony, ex stella della franchigia.

Un contratto d’oro, risultati deludenti

Nel 2014 Jackson aveva firmato un contratto da 60 milioni di dollari in cinque anni per guidare le operazioni dei Knicks. Ma in tre stagioni complete, la squadra non riuscì mai a raggiungere i playoff.
La reputazione costruita con Michael Jordan, Kobe Bryant e Shaquille O’Neal – con cui conquistò ben 11 titoli NBA – si appannò rapidamente sotto le luci del Madison Square Garden.

“La mia relazione con Carmelo era irrecuperabile”

Phil Jackson racconta un episodio chiave in una conversazione con il proprietario dei Knicks, James Dolan:

“Dolan mi chiese: ‘I media ti costringeranno a lasciare la città?’ Io risposi: ‘So come funziona la stampa, non mi influenzerà.’
Ma aggiunsi: ‘Purtroppo, la mia relazione con Carmelo si è deteriorata. Se lui resta, è meglio che io me ne vada.’”

Secondo Jackson, Dolan non era tanto preoccupato della pressione mediatica quanto dell’influenza crescente di Anthony nello spogliatoio, che avrebbe portato instabilità e tensioni interne.

Alla fine, Jackson ammette che il rapporto con il numero 7 dei Knicks rese impossibile ogni tentativo di costruire una squadra vincente.

Visioni opposte di basket

Il conflitto tra i due nasceva da un’idea di pallacanestro completamente diversa. Jackson voleva implementare il suo celebre “triangle offense”, il sistema che lo rese celebre a Chicago e Los Angeles. Anthony, però, non condivideva quella filosofia.

“Hornacek (l’allora head coach) venne da me e disse: ‘Carmelo vuole la palla.’”

La situazione era resa ancora più complicata dalla clausola di no-trade nel contratto di Anthony, che gli permetteva di rifiutare qualsiasi scambio.

Phil Jackson: “Carmelo merita una squadra da titolo”

Jackson rivela di aver proposto una separazione pacifica a Dolan:

“Gli dissi: ‘Non voglio che Carmelo torni. Troviamo un modo per scambiarlo. Non vinceremo un titolo, e lui lo merita: è un futuro Hall of Famer.’”

Un ego difficile da gestire

Jackson cita anche un aneddoto dell’ex coach dei Denver Nuggets, George Karl, per sottolineare quanto il problema non fosse nato a New York.

Durante le Finali di Conference del 2009, Karl avrebbe suggerito di lasciare a Kobe Bryant i suoi punti concentrandosi sul fermare gli altri Lakers. Anthony, però, si oppose:

“Disse: ‘No, voglio marcare io Kobe. Voglio essere io quello che segna di più.’”

La serie finì 4-2 per i Los Angeles Lakers di Jackson, e Kobe fu – ironia della sorte – il miglior realizzatore.

Con Masters of the Game, Phil Jackson rompe un lungo silenzio e racconta un periodo oscuro della sua carriera. Le sue parole riaprono il dibattito su quanto l’ego e le divergenze di visione possano distruggere anche i progetti più ambiziosi nel mondo della NBA.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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