Alessandro Ramagli, dopo la vittoria contro la VL Pesaro che ha permesso a Verona di accedere alla finale, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti e qui di seguito riportiamo alcune delle sue dichiarazioni:
Voglio dedicare la vittoria di questa semifinale a Demis Cavina perchè se siamo qui stasera molto lo dobbiamo anche a lui.
Abbiamo vinto una partita assolutamente degna in un contesto molto bello con grande partecipazione.
-Avevi presentato la partita dicendo che queste gare servivano per la costruzione degli anticorpi e avete dimostrato di averne?
Si è vero, e lo abbiamo dimostrato nei grandi momenti di difficoltà che ci sono stati quando Pesaro ha impattato e stavamo perdendo il filo del discorso.
In questo sono stati fondamentali due aspetti: l’ingresso di giocatori dalla panchina che ci hanno dato nuova energia e questo è l’anticorpo più importante; abbiamo tanti giocatori di qualità che possono essere tanti protagonisti con nessuno che deve sentirsi ai margini, ma cruciale è stata anche la volontà in questi giorni di aprirsi con me consigliandomi; anche durante la partita sono stati i giocatori stessi a darmi consigli e per un allenatore appena arrivato questo è fondamentale per entrare dentro una squadra.
-Una domanda su Andrea Loro: offensivamente abbiamo visto le doti del giocatore, dove può migliorare difensivamente soprattutto e a livello di costanza che può inseguire per raggiungere un traguardo?
Meno io ci metto le mani in attacco e meglio è, più io ci metto le mani in difesa e meglio è.
Devo cercare di sbloccare quelle due viti che ha nelle ginocchia per piegare le gambe, perchè ha delle gambe per giocare in attacco sopra il ferro, ma quando deve difendere, come stasera, su Tambone e Bucarelli deve diventare piccolo abbassandosi e questo ancora gli manca.
-Allargherei la domanda precedente: c’erano tanti giovani in campo tra le 2 formazioni e, secondo lei, quali di questi potranno fare un ulteriore step fino ad aspirare alla nazionale?
Dipende tutto da loro e da noi allenatori che dobbiamo sempre di più rendere il campionato di A2 un vero campionato di formazione facendo giocare i giovani per farli migliorare.
Tutti possono ambire a fare ulteriori step, ma noi dobbiamo essere i primi a non volere giocatori di oltre 30 anni e voler dar spazio ai giocatori più giovani.





