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Analytics Pallacanestro Varese: la quiete dopo la tempesta

Allenare Varese richiede coraggio. Piazza esigente, nonostante la consapevolezza di non sedere più al tavolo delle grandi ma conservando orgogliosamente intatto quel sentimento di appartenenza alla storia della pallacanestro europea. Investimenti rischiosi sul mercato e successive correzioni. Dopo un avvio di campionato che definire drammatico è riduttivo, i media locali immaginano la redenzione, un cammino di Santiago con meta Torino per celebrare il ritorno alle Final Eight. Come si è arrivati a questo sogno? Confermando Iōannīs Kastritīs quando le cime erano tempestose ed il martirio era una prospettiva più vicina rispetto alla successiva beatificazione, aggiungendo due incursori come Ike Iroegbu e Carlos Stewart, resuscitando Renfro e la difesa, come magnificamente spiegato in questo articolo di Stefano Sanaldi, trovando una identità precisa in attacco con una rotazione ad 8 giocatori, visto il minutaggio trasparente di Freeman e le comparsate di Ladurner.

Spieghiamo o cerchiamo di spiegare Varese attraverso l’attacco, che negli anni, con allenatori diversi, ha mantenuto alcuni principi (uno su tutti: un centro leggero) aggiungendo la metamorfosi a partita in corso da quintetto con due lunghi a small ball.

5 fuori, il lungo come point guard

Sono principalmente due le opzioni 5 out di Varese: il lungo utilizzato come ball handler ed iniziatore del gioco e delay.

Nel primo caso Renfro o Nkamhoua, arrivando in palleggio dalla metà campo difensiva, scelgono un lato, tipicamente saltano il passaggio al primo giocatore e consegnano al secondo per un 2-man game. Se la difesa anticipa, l’opzione backdoor è sempre disponibile (ed il genio di Pete Carrill sempre presente, pillole di Princeton offense). Vi ricordate qualcosa? Magari Hines e Melli a Milano?

Nel secondo caso, con gli stessi principi, si gioca attraverso il lungo che si apre in punta e sceglie il lato (Delay, giocare attraverso il lungo in posizione centrale. Se siete interessati all’idea, questo articolo di Slappin’ Glass è molto interessante ).

Spain Pick and Roll

Utilizzato in più forme, da set e da rimessa. Marchio di fabbrica, Ram Spain, usato ed abusato da Kastritis: bloccare il lungo per farlo arrivare sulla palla con vantaggio rispetto al difensore.

Veer, creare un tiro veloce

Tiro veloce oppure quick hitter in terminologia anglofona. Si entra velocemente nel gioco e nello scopo del gioco: il lungo vira (Veer) dopo il pick and roll per liberare il tiratore. Eseguono, senza segnare, Alviti e Librizzi.

Opzione molto bella, terza clip, direttamente da rimessa laterale (SLOB, Sideline Out Of Bounds), il passaggio consegnato nel caso venga negato il tiro.

Dallas Action

Azione che ormai appartiene ad ogni playbook a qualsiasi livello: primo pick and roll di costruzione seguito da un hand off sul secondo lato per ritornare al primo lato.

Muovere la palla, muovere la difesa, leggere la difesa, reagire alla difesa, creare un vantaggio. Altro trademark di Kastritis.

Ricky

Bloccare e ribloccare lo stesso giocatore. Nella clip, Librizzi viene prima bloccato da Renfro (per posizione e tipo di blocco si utilizza la terminologia Away Screen) e dopo il consegnato ribloccato dallo stesso Renfro (Librizzi si muove come un “tergicristallo”, Wiper. Anche in questo caso suggerisco un ottimo articolo degli amici di Basketball Minds)

 

Lo spettro di giochi, soluzioni ed opzioni è ovviamente più ampio di quanto presentato nelle poche righe che trovate qua sopra: ci auguriamo di avervi descritto bene le caratteristiche di una delle squadre più in forma delle ultime giornate di campionato. Sarà sufficiente per raggiungere l’elite delle Final Eight?

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