HomeFocusLa Pallacanestro Varese cambia passo: difesa, identità e sogno Coppa Italia

La Pallacanestro Varese cambia passo: difesa, identità e sogno Coppa Italia

La rinascita della Pallacanestro Varese non passa dai clamori, ma da una trasformazione profonda e strutturale. Dopo un avvio di stagione complicato, l’Openjobmetis è tornata stabilmente nella metà alta della classifica, occupando un sesto posto che mancava da quasi tre anni, all’interno di una graduatoria cortissima con sette squadre racchiuse in due punti. Non è un traguardo definitivo, ma è un segnale forte: i biancorossi hanno finalmente trovato una direzione chiara, come spiega il Quotidiano Sportivo

Kastritis e la difesa come identità

Il punto di svolta ha un nome e un cognome: Ioannis Kastritis. La sua Varese è costruita su una difesa che è diventata la vera pietra angolare del progetto, accompagnata da un’intensità che non concede pause.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan la svolta: Varese è prima per recuperi e palle perse forzate. È il riflesso di un’aggressività costante, allenata quotidianamente fino a diventare un’abitudine. Si può sbagliare, si può forzare, ma la squadra resta dentro la partita per tutti i 40 minuti. Ed è proprio questo che ha cambiato l’esito di gare che, fino a poche settimane fa, si spezzavano troppo presto.

Mercato decisivo e nuovi equilibri

Anche il mercato ha avuto un peso determinante. Gli innesti di Iroegbu e Stewart al posto di profili rivelatisi inadatti come Moody (per rendimento) e Freeman (per tenuta fisica) hanno portato continuità e riferimenti immediati.

Stewart ha garantito concretezza, mentre Iroegbu ha aggiunto letture, sostanza e una difesa di alto livello sul portatore di palla avversario. Due tasselli che hanno reso finalmente completo un mosaico che prima appariva spesso incompiuto.

La centralità di Moore e la maturità del gruppo

Dentro questa nuova cornice si inserisce anche la gestione di Moore, tornato centrale dopo una fase di frizione. La sua valorizzazione è il fiore all’occhiello del lavoro di Kastritis, capace di ricompattare il gruppo e di rispettare le scelte societarie.

La vittoria contro una Napoli in grande forma, arrivata nonostante una serata complicata al tiro, è stata un altro segnale chiave: oggi la Pallacanestro Varese può vincere anche senza percentuali offensive elevate, perché la struttura difensiva regge e il flusso di assist sostiene le scelte.

Pallacanestro Varese: obiettivo Coppa Italia

Ora la risalita chiede conferme e porta con sé un obiettivo concreto: la Coppa Italia. La trasferta di domenica al PalaVerde di Treviso ha una valenza doppia. Una vittoria contro una squadra in difficoltà renderebbe aritmetico il pass per Torino, qualora Trapani scendesse regolarmente in campo contro Trento, e allo stesso tempo metterebbe una seria ipoteca sulla salvezza già al giro di boa.

Anche in scenari differenti, l’OJM può contare sui vantaggi negli scontri diretti con Napoli, Trieste, Cremona e Sassari, un patrimonio che rafforza le ambizioni.

Identità prima di tutto

Il prossimo ciclo sarà durissimo, con all’orizzonte Venezia, Milano e Brescia, ma Varese ha già conquistato il bene più prezioso: una identità che non dipende dall’umore della partita. È da qui che passa il salto di qualità, per trasformare una rimonta credibile in una stagione di reale spessore.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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