La Dolomiti Energia Trentino ha conquistato l’accesso ai playoff in extremis, grazie alla vittoria casalinga contro Milano alla Bts Arena e alla contemporanea sconfitta di Varese a Bologna. Un finale di stagione regolare vissuto sul filo, ma che ha consegnato all’Aquila Basket il decimo biglietto della propria storia per il post season. Ora ad aspettarla c’è la Virtus Bologna, con gara 1 in programma domenica alle 19 a Bologna, gara 2 il martedì successivo sempre nel capoluogo emiliano alla Virtus Arena, e poi la serie che si sposta a Trento venerdì 22 alle 20.
A fare il punto sulla stagione e sulle prospettive è il direttore sportivo Rudy Gaddo, che, in un’intervista a Il T Quotidiano, non nasconde la soddisfazione per un traguardo raggiunto a fatica ma con merito.
«Da almeno un mese e mezzo vedo la squadra e lo staff tecnico lavorare con grande intensità e durezza mentale sul campo ogni giorno. Purtroppo i risultati non sempre ci hanno dato ragione, eppure abbiamo continuato a picconare la pietra senza mai smettere un solo secondo. Quando sembrava che proprio non ce la facessimo a sgretolarla ecco che sono arrivati i 4 punti con Udine e Olimpia, due vittorie che ci hanno consegnato il lasciapassare per il post season.»
Un’immagine, quella della picconata, che non è casuale. L’Aquila Basket ha fatto propria quest’anno la stessa citazione motivazionale che i San Antonio Spurs hanno affisso sulla porta del loro spogliatoio, attribuita al giornalista e riformatore sociale danese del XIX secolo Jacob Riis: «Non è la singola picconata che rompe la pietra, ma la somma di tutte le picconate». Un filo conduttore che ha attraversato l’intera annata.
Il peso dell’EuroCup e la giovane età del gruppo
Tra i fattori che hanno reso la stagione così discontinua, Gaddo indica chiaramente il doppio impegno tra campionato ed EuroCup, competizione in cui Trento ha sfiorato il passaggio del turno contro il Besiktas, fermandosi a un solo canestro dalla qualificazione ai quarti di finale.
«L’EuroCup è una competizione che mi piace moltissimo, non solo a me, però scendere in campo una volta ogni tre giorni incide profondamente sia dal punto di vista fisico che sul profilo mentale. A maggior ragione per una squadra giovane come la nostra.»
Un fattore, quello della giovane età media del roster, che secondo il ds ha pesato soprattutto nei momenti di maggiore pressione. La settimana intera di preparazione che i playoff garantiscono, rispetto ai ritmi serrati della regular season europea, viene vista come un vantaggio concreto in vista della serie con la Virtus.
Il caso Cancellieri e la risposta del gruppo
A complicare ulteriormente il finale di stagione è arrivata, il 23 aprile, la comunicazione ufficiale che coach Massimo Cancellieri non sarà sulla panchina di Trento nella prossima stagione. Una notizia che avrebbe potuto destabilizzare l’ambiente, ma che secondo Gaddo non ha scalfito la professionalità del gruppo.
«Tutti, e per tutti intendo atleti e staff tecnico, hanno continuato a lavorare con grande serietà e concentrazione come nulla fosse accaduto. Davvero, non c’è altro da aggiungere, si sono dimostrati professionisti seri e maturi.»
Ora l’attenzione è tutta rivolta alla serie contro Bologna. Gaddo non si nasconde dietro falsa modestia quando valuta la forza dell’avversario — «la Virtus è la squadra più solida, completa e talentuosa, può affrontare i playoff nel migliore dei modi» — ma allo stesso tempo non intende alzare bandiera bianca prima di aver giocato.
«Si parte sullo 0-0, si gioca 5 contro 5 e noi non abbiamo alcuna intenzione di lasciare qualcosa di intentato. Ci siamo guadagnati questa vetrina e ci metteremo in mostra.»
Un playoff da affrontare, nelle parole del ds, senza particolari pressioni e con la curiosità di vedere fino a dove può spingersi questa squadra in un contesto completamente diverso dalla regular season.





