Con una mano ferma e sicura, Arturs Strautins ha preso la responsabilità del break decisivo che ha indirizzato la vittoria di Tortona contro Cantù. Non è certo nuovo a questi momenti cruciali e ha sempre mostrato una grande maturità in campo. A lui non pesa prendere conclusioni decisive: “Non ho nessun problema ad assumermi delle responsabilità. Gioco a basket anche per questo.” La partita a PalaDesio è stata intensa, con il pubblico di Cantù che ha sostenuto la squadra con grande energia. Strautins ha risposto presente, dimostrando ancora una volta la sua importanza per la squadra. Ecco l’intervista rilasciata dall’ala lettone a Tuttosport.
Tortona non ha paura delle vertigini
A Tortona, Strautins è ben consapevole che la squadra ha raggiunto un obiettivo importante: con 20 punti in classifica, sono al terzo posto, a pari merito con Milano. Quando gli viene chiesto se la squadra possa soffrire di vertigini per il suo attuale piazzamento, la risposta è chiara: “E perché mai?” Tortona ha costruito questa posizione partita dopo partita, allenamento dopo allenamento. Strautins non si lascia distrarre da quello che è successo in passato né da ciò che potrebbe accadere in futuro, preferendo concentrarsi solo sul presente: “Dobbiamo vivere il presente, senza guardarsi troppo indietro o proiettarsi troppo in avanti.”
Artuts Strautins: “Final Eight di Coppa Italia? Se ne parlerà a Febbraio”
La Final Eight di Coppa Italia è un obiettivo che sembra avvicinarsi, ma Strautins non vuole correre troppo. “Ci penseremo a febbraio,” dice, aggiungendo che per ora la squadra è concentrata sulla sfida successiva contro Brescia. La partita contro la squadra lombarda, che ha cambiato allenatore e ha recentemente raggiunto le finali di campionato, sarà una vera battaglia: “Saranno partite molto intense. Vogliamo farci trovare preparati.”
Il percorso di Arturs Strautins: dalla Lettonia all’Italia
Arturs Strautins è arrivato in Italia a 15 anni, quando ha lasciato la sua famiglia per inseguire il sogno del basket. “Non è stato un salto nel buio, ma un passo ponderato,” dice. Sin da giovane, il suono di un pallone da basket era per lui una costante, grazie anche alla passione per questo sport dei suoi genitori. L’Italia lo ha accolto a braccia aperte, permettendogli di crescere sia come giocatore che come uomo. “Sto bene qui da voi e ho ottimi ricordi di ogni città e club in cui ho giocato,” aggiunge, dimostrando quanto il legame con l’Italia sia profondo.
Reggio Emilia e il ritorno a Tortona
Strautins ha avuto un ruolo importante nel ritorno a Reggio Emilia nel 2021, dove ha ottenuto ottimi risultati con Attilio Caja, un allenatore che considera fondamentale nella sua crescita. Nonostante il poco credito iniziale, la squadra ha raggiunto i quarti di playoff e ha disputato una finale storica in FIBA Europe Cup, dove purtroppo ha ceduto al Bahçeşehir. Questi successi sono stati molto significativi per lui, ma ora si concentra su un presente più luminoso con Tortona.
Tortona: una realtà a misura d’uomo
Strautins riconosce che giocare in città come Tortona è un’esperienza unica. La realtà di una squadra che vive molto il contesto cittadino, senza eccessive pressioni, lo aiuta a dare il massimo. “Si vive una realtà che ti coinvolge ogni giorno ma non ti mette troppa pressione,” dice. Inoltre, il nuovo Palazzo della Cittadella dello Sport è una delle gioie per il giocatore, che ogni volta che ci entra sente un’emozione particolare.
Il giocatore a cui si è ispirato: Rimantas Kaukėnas
Strautins ha avuto l’opportunità di allenarsi con un grande nome del basket, Rimantas Kaukėnas, nei primi anni in Italia. “Sono stato fortunato ad essermi allenato accanto a lui,” racconta il lettone, dimostrando il suo rispetto per l’esperienza e il talento del collega, che lo ha influenzato profondamente nella sua carriera.





