Un finale che nemmeno il più ottimista dei tifosi reyerini si sarebbe atteso si materializza all’improvviso per permettere alla Reyer Venezia di mantenere la propria buona stella al PalaBarbuto, condannando oltre i propri demeriti una Napoli a lungo dominatrice dell’incontro ma capace di autodistruggersi con giocate inaudite.
Tutto quanto di buono fatto e portato dagli arrivi di Green (15) e Bentil (18) sfuma in un soffio, pur lasciando qualcosa di lusinghiero in vista delle prossime gare.
Resta il dubbio sulla mancanza di serenità palesata dagli uomini di Milicic quando la gara era totalmente controllata. In 49″ subisce il break di 9-0 che vanifica anche le buone vibes di Copeland (15).
Napoli Basket
Saccoccia, sv: solo 3′ per il ragazzo classe 2006.
Copeland, 6,5: finalmente parte da giocatore di rottura dalla panchina e ne giova anche nella selezione dei tiri. Protagonista nel parziale che porta al massimo vantaggio partenopeo.
Treier, ne.
De Nicolao, 6,5: di lui si dice che abbia la valigia pronta. Fosse così, sta dimostrando di poter dare un contributo alla squadra facendo di tutto nei minuti che gli sono concessi. Ordine e tigna nello strappare rimbalzi che non dovrebbero mai essere suoi.
Woldetensae, 6: qualche buona iniziativa, difesa competente. Nel fluire della partita, però, finisce per eclissarsi.
Manning, 6: si spende maggiormente in difesa, lasciando ad altri compagni le responsabilità offensive. Nel secondo tempo si prende qualche iniziativa in più, attaccando bene il ferro.
Dreznjak, 6: meriterebbe di più per essere stato utile in varie fasi del gioco, pesa il mancato fallo su Kabengele che scarica per McGruder, errore fatale.
Williams, 6: altro profilo in partenza, nonostante tutto s’impegna dando buona intensità difensiva alla squadra.
Green, 6,5: l’avvio è onnipotente, con il corso dei minuti si notano i mesi d’inattività. Può crescere ancora, questa è la speranza di Napoli.
Totè, 6-: capisce di non essere lui il go to guy e accetta di buon grado il cambio delle gerarchie, profondendo in difesa il massimo sforzo e limitando Kabengele. Da matita blu il fallo in attacco con cui pone fine anzitempo alla sua gara.
Mabor, sv: scampoli di partita in cui è chiamato a fare fallo. Forse sarebbe stato utile nel finale.
Bentil, 6,5: nel primo tempo sciorina basket di sciabola e di fioretto, facendo a sportellate con Kabengele e vincendo spesso il duello fisico. Nel finale metterebbe anche la firma sulla vittoria, salvo cancellarla con due errori non da lui.
Coach Milicic, 6-: per 38′ gestisce bene sia le rotazioni che le situazioni, riuscendo a non patire anche situazioni in cui opponeva la second unit al primo quintetto avversario. Nel finale spezza troppo il ritmo con i continui cambi. Serve serenità.
Umana Reyer Venezia
Tessitori, 5,5: patisce la verve avversaria, non riuscendo quasi mai ad essere incisivo. Passa troppo inosservato, visto il suo status.
McGruder, 8: prestazione che non incanta per lunghi tratti, ma resta tra i più efficaci dei suoi. Il gioco da 4 punti che regala la vittoria alla Reyer, però, è roba da giocatori di altro livello. Determinante.
Lever, ne.
Casarin, 6: è l’anima tignosa degli orogranata, anche quando il tiro non entra. Nel momento più difficile mette i suoi mattoncini che, alla fine, diventano fondamentali.
Fernández, sv: solo 3′ per il “Lobito”
Moretti, 6,5: a lungo sparacchia, dovendo cercare in area ciò che di solito trova fuori, mette la tripla dell’80-75 che riaccende le speranze reyerine.
Janelidze, ne.
Kabengele, 6: soffre a lungo il fisico di Bentil e le cure di Totè, trovandosi stretto in una morsa dalla quale non esce, se non quando viene richiamato in panchina. Riappare nel momento decisivo della gara, suo l’assist per il 3+1 di McGruder.
Parks, 7: non è al meglio e Spahija lo centellina, nel finale rischia di fare la frittata ma si riscatta con 3 giocate decisive.
Wheatle, 7: difesa e quantità, partita operaia e di sostanza, tra i protagonisti silenziosi del quarto periodo.
Simms, 6: parte bene, creando problemi con la propria doppia dimensione. Lascia la scena a Wiltjer nel secondo tempo.
Wiltjer, 6,5: si prende pochi tiri, ma importanti anche per il momento. Il canestro del 73-66 è il primo segnale che invita al Reyer a credere nell’impresa.
