HomeLega BasketBaiesi (Olimpia): «Il nostro basket spreca opportunità"

Baiesi (Olimpia): «Il nostro basket spreca opportunità”

Daniele Baiesi, direttore sportivo dell’Olimpia Milano, è tornato in Italia la scorsa estate dopo sedici anni trascorsi tra NBA e Germania, dove ha vinto campionati, rilanciato giocatori importanti e imparato a conoscere un sistema cestistico profondamente diverso da quello italiano.

Le sue prime impressioni? Nette. «Ho rivisto persone invecchiate, senza capelli, ingrassate: è stato come guardarsi allo specchio», scherza. Ma quando si passa al basket, il tono cambia. «Esco da una decina d’anni dove ho avuto a che fare con un sistema molto più snello del nostro. Parlo di regole per i tesseramenti, banalmente in Germania non esiste la legge Bossi-Fini, per la formazione dei giocatori e il loro sistema di sviluppo. Mi dispiace vedere le opportunità sprecate dal nostro basket».

Il modello tedesco e i problemi strutturali dell’Italia

Baiesi cita direttamente Datome e Banchi come esempi di chi gli ha chiesto come funziona il sistema delle farm team, le seconde squadre nella Bundesliga. «La Germania ha un hardware potente ma difetta nel software, il contrario che da noi». Il problema, secondo lui, non sono i giocatori in sé, ma lo sviluppo quando escono dalle giovanili. «I tedeschi l’hanno capito, noi no. Il mio farm team a Bamberg ha prodotto giocatori di Eurolega come Obst, Olinde, Kratzer: in Italia sarebbe una rivoluzione copernicana».

Sul capitolo Armani, Baiesi è diretto: «Non posso dire molto perché la stagione deve ancora finire. Il percorso è stato abbastanza accidentato, le dimissioni di Ettore Messina sono state uno tsunami, abbiamo vissuto sull’onda emotiva un mese e poi, piano piano, i problemi strutturali e circostanziali della squadra sono tornati a galla. Oggi abbiamo un nuovo allenatore che guida una squadra allestita per un altro allenatore e che non ha toccato, a parte l’esclusione di Brown per motivi spiegati di reciproche incompatibilità». Il giudizio sulla rosa è chiaro: «Abbiamo un gruppo che non ha senso di urgenza dal punto di vista difensivo, competitivo».

Eurolega, budget e il caso Brooks

Baiesi riconosce i limiti strutturali della competizione con i top club europei. «È difficile fare come al Bayern, dove ho preso Bonga e Francisco prima che diventassero Bonga e Francisco. Le aree di ingaggio sono chiare, ma poi bisogna vedere cosa c’è di disponibile e a Milano è più difficile». Sul tema budget, è esplicito: il Bayern ha speso un milione per tutti e cinque gli americani. «Ma nel lungo periodo è una questione anche di cultura della società, di saper percepire le cose importanti in una azienda».

Sul caso Brooks, Baiesi spiega che il giocatore non era stato «assicurato» prima che iniziasse la caccia di altri club, e che una gestione pubblica come quella di Nebo non aiuta. Sulla competitività in Eurolega senza budget fuori dalla logica economica, la risposta è pragmatica: «Nel breve periodo sì, al Bayern sono arrivati a un tiro dalle Final Four avendo speso cifre contenute».

A chi gli chiede se l’Olimpia prenderà un play nella prossima finestra, risponde: «Se trovi un giocatore che ti cambia l’esistenza puoi pensarci, ma anche no: visto che obbligherebbe a cambiare la rotazione degli esterni stranieri, che sono quattro e di alto livello. Chi lasci fuori?».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!