Nella più grande crisi di corruzione sportiva della storia recente e del basket greco, il presidente della Federazione Ellenica di Pallacanestro (EOK) Vangelis Liolios e diversi arbitri di primo piano sono stati arrestati a seguito di un’imponente inchiesta per calcio scommesse, combine e concussione. La brusca operazione, condotta dalla Direzione contro la Criminalità Organizzata, ha inviato un’onda d’urto in tutto il basket europeo.
I capi d’imputazione contestano reati di frode sportiva ad alto livello e corruzione lungo un arco di dieci anni, dal 2016 al 2026. Le autorità stanno analizzando circa 50 partite truccate in tutte le categorie, compreso il massimo campionato (Greek Basket League – GBL), le serie minori e le competizioni giovanili. L’indagine è scattata in seguito alle denunce formali presentate da alcune società e alle testimonianze decisive di informatori che hanno portato alla luce una rete sistemica di scommesse illecite.
La prova materiale più schiacciante è emersa durante una perquisizione coordinata della polizia nell’abitazione di uno degli arbitri coinvolti, a Katerini. Le autorità hanno rinvenuto 820.000 euro in contanti non dichiarati all’interno di una cassaforte. L’ingente somma non ha trovato alcuna giustificazione legale rispetto al reddito lecito dell’arbitro, diventando il punto centrale dell’accusa per arricchimento illecito.
Sono stati eseguiti sei mandati d’arresto per impedire l’ulteriore manipolazione delle partite in corso. Oltre al presidente Vangelis Liolios, sono stati presi in custodia arbitri internazionali di spicco e fischietti di grande esperienza. Le autorità sportive greche hanno dichiarato che stanno seguendo da vicino il processo giudiziario nel tentativo di ripristinare l’integrità dello sport.





