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Varese: il sogno NBA Europe e i no dei big frenano la rivoluzione biancorossa

L’approccio della Pallacanestro Varese con i grandi nomi non è ancora stato sufficiente a smuovere i giocatori di primissima fascia. Muovendosi concretamente su tre piste differenti, l’Openjobmetis ha incassato tre rifiuti pesanti nonostante offerte di altissimo livello. Il primo assalto è stato per Nico Mannion, il quale ha però preferito la nuova Roma.

Successivamente, è arrivato il tentativo per Paul Eboua, ma la trattativa si è chiusa per via della destinazione italiana scelta dal giocatore. Infine, è sfumata anche la pista Ousmane Diop: il giocatore aveva vacillato di fronte a una ricca proposta quadriennale da 500 mila euro complessivi messa sul piatto da Varese, ma l’inserimento di Milano ha cristallizzato la situazione, spingendo il lungo verso l’Eurolega.

Varese: l’orizzonte NBA Europe e il nodo coppe

Come scrive La Prealpina, la questione per Varese non è puramente economica, dato che le proposte del club sono state giudicate congrue e competitive anche rispetto a piazze più blasonate. A fare la differenza è la certezza della vetrina internazionale: club come Roma, Tortona e Milano offrono la garanzia di coppe europee nell’immediato, mentre l’Openjobmetis Varese vincolava parte delle sue offerte alla futura partecipazione a una competizione continentale.

Sullo sfondo restano ottime le prospettive di Varese per entrare nel club delle franchigie fondatrici del prestigioso progetto NBA Europe, con la NBA che ha reiterato a settembre 2027 la data del semaforo verde. Al momento, però, i giocatori sul mercato preferiscono le certezze del presente rispetto alla prospettiva della “gallina domani”.

C’è l’ufficialità di Nikolić, ora caccia agli stranieri

Nonostante i colpi sfumati, la percezione generale tra gli operatori è che Varese abbia aumentato budget e ambizioni. È arrivata infatti l’ufficialità dell’accordo biennale con Stefan Nikolić, che va a completare il pacchetto degli italiani insieme alle conferme di Davide Alviti e del capitano Matteo Librizzi.

Questo nucleo, unito ai due giocatori legati alla scuderia dell’allenatore Ioannis Kastritis, garantisce la solidità richiesta dal tecnico greco in vista del doppio impegno tra Italia ed Europa. L’ossatura locale è ormai definita e considerata sufficientemente solida; la vera differenza per puntare ai vertici della classifica e fare meglio del 2025/26 dovrà adesso essere fatta con la scelta dei 5 giocatori stranieri ancora da inserire nel roster.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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