Valerio Bianchini torna a parlare di basket romano, e lo fa da una posizione inedita: non più in panchina, ma come punto di riferimento tecnico e simbolico della cordata guidata da Donnie Nelson, con Luka Doncic nel ruolo di testimonial d’eccezione. L’obiettivo dichiarato è riportare la pallacanestro della Capitale ai livelli che le appartengono per storia e tradizione. Bianchini è l’uomo che nel 1984 guidò il Banco Roma al triplete: scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. Un’impresa rimasta senza seguito per oltre quarant’anni, e che oggi diventa il punto di partenza narrativo e ideale del nuovo progetto, come riporta Il Corriere della Sera – Roma:
“Nelson mi ha chiesto di testimoniare la Roma passata per trasferirla nella Roma futura” Un mandato preciso, quasi una missione. Bianchini lo descrive anche in termini più emotivi: “Mi hanno chiesto un miracolo: tornare a far scorrere il fiume di passione che scorre nascosto in città”
Nelson, Roma e il progetto europeo
Donnie Nelson, considerato uno dei più grandi scout nella storia della NBA — l’uomo che portò a Dallas sia Nowitzki che Luka Doncic — ha individuato Roma come sede privilegiata per la sua espansione europea. Bianchini sottolinea questo aspetto con riconoscenza esplicita:
“Con un senso enorme di gratitudine verso la NBA che ha scelto Roma come luogo imprescindibile dove realizzare il suo progetto di espansione in Europa” Sul fronte operativo, la cordata ha atteso che il presidente Vanoli rendesse ufficiale il passaggio del titolo sportivo da Cremona prima di muoversi pubblicamente. Come spiega lo stesso Bianchini: “Abbiamo aspettato, per rispetto della gente di Cremona, che fosse stato lo stesso presidente Vanoli a rendere ufficiale il passaggio del titolo sportivo prima di iniziare a parlare di organigramma”.
Bianchini: la Virtus, lo scenario e i limiti del mercato romano
A Roma esiste già la Virtus, che rivendica il ruolo di unico presidio del basket capitolino di vertice. Bianchini non cerca lo scontro e anzi le rivolge un augurio diretto:
“Le auguro di centrare la promozione in A2: due squadre di alto livello nella stessa città possono solo contribuire a veicolare il messaggio del basket” Più cauto invece sul possibile scenario che vedrebbe tre club coesistere, con Matiasic come ulteriore variabile: una prospettiva che Bianchini considera eccessiva. La sua posizione, riportata nell’articolo, è netta — “sarebbero troppi” — e viene presentata non come una speculazione ma come una valutazione concreta del mercato romano. Il messaggio verso la città, in ogni caso, è già stato lanciato: “Roma, ti faremo divertire”.
