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Home EuroLeague

Bryant Dunston: la storia assurda di come rischiò di perdere una gamba

Marco Marini by Marco Marini
3 Ott 2024
in EuroLeague
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Dunston

Foto di Alessia Doniselli

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L’Eurolega sta lentamente perdendo tutti i giocatori che hanno segnato la sua storia recente. Uno degli ultimi capisaldi rimasti, veterano di mille battaglie sul parquet, è Bryant Dunston. Dopo una carriera piena di successi, specialmente all’Anadolu Efes, ora l’americano inizierà una nuova avventura allo Zalgiris Kaunas, dove sicuramente la sua esperienza sarà fondamentale in spogliatoio e sul campo. Prima di iniziare quella che sarà la sua dodicesima stagione, l’ex Virtus Bologna ha raccontato un episodio assurdo che lo ha riguardato in passato e che ha rischiato di cambiare radicalmente la sua vita in un attimo.

Nel podcast “Off The RECourt“, condotto dai suoi ex compagni Elijah Bryant e Shane Larkin, Dunston ha condiviso un’esperienza assurda con cui fu costretto a convivere proprio durante la sua esperienza all’Efes.

Nella stagione 2019-20, poi interrotta a causa del COVID, Dunston si fermò ai box per un periodo di sei mesi. La causa, tuttavia, non è individuabile in un “solito” infortunio. Il centro ha raccontato che è sua abitudine farsi una doccia fredda alla fine di ogni allenamento. Un giorno, i compagni Pleiss e Peter insieme allo staff tecnico, lo convinsero a fare una sessione di crioterapia. Come la maggior parte degli appassionati sapranno, questa consiste nell’immergersi in una vasca di acqua gelata per favorire il recupero muscolare. Tuttavia, l’esperienza non ebbe risvolti positivi per Dunston.

Entro dentro e dico: “Cavolo, è davvero fredda”. Dopo un po’ però non sento più niente e non riesco a muovermi.

Finiti i tre minuti di terapia, Dunston non riusciva a muoversi. Peters fu costretto a tirarlo fuori dalla vasca, mentre il suo corpo era percorso da brividi. Aveva la pelle ghiacciata, gli faceva male tutto il corpo, e un livido viola gli si formò sul piede. Quella sera l’Efes giocava contro l’Olympiacos, e Dunston volle comunque scendere in campo indossando calze lunghe. Nel frattempo, la pelle morta si decomponeva dal suo piede.

Dopo la partita, in cui Dunston contribuì con 10 punti e 8 rimbalzi, la sua condizione peggiorò. I dottori temevano che avesse sofferto una condizione di congelamento, impedendogli di giocare. Due settimane dopo il centro si sottopose a una risonanza magnetica descritta come “una tortura”, in seguito alla quale Dunston decise di chiedere un consulto in Germania.

L’esito delle visite svelò una realtà spaventosa. Se il congelamento avesse raggiunto i legamenti o le ossa, i medici avrebbero dovuto ricorrere all’amputazione della gamba dal ginocchio in giù. Fortunatamente, non ci fu mai bisogno di ricorrere all’operazione.

Fortunatamente il danno era solo all’esterno, niente di interno.

Dunston si sottopose comunque ad un intervento. La sua paura era quella di non poter giocare più a basket, e gli stessi dottori non erano certi di come il suo corpo avrebbe reagito a quella condizione.

Questa sventura, per fortuna di Dunston e del basket tutto, si concluse poi in modo positivo. L’americano riuscì a recuperare la giusta condizione fisica, tornando in campo contro il Maccabi Tel Aviv in data 5 marzo 2020 dopo un’assenza che durava dal 8 novembre.

 

Tags: Anadolu EfesBryant DunstonEuroLeagueVirtus Segafredo Bologna
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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