Pensata all’inizio come un tollerabile anno di purgatorio, l’A2 si è trasformata per l’Acqua San Bernardo Cantù in una lunga “stagione all’inferno” che vedrà aprirsi il suo quarto capitolo il prossimo fine settimana con la trasferta a Orzinuovi, manco a dirlo contro quella Gruppo Mascio che nella recente semifinale di Supercoppa LNP ha inferto ai brianzoli la prima delusione di stagione.
Se una vittoria all’esordio in Campionato può regalare subito il gusto della rivincita, quello che davvero conta per i brianzoli è però tornare finalmente ad assaporare la serie A. Con la voglia di Cantù di riprovarci subito certificata da un mercato che ha preso il via pochi giorni dopo la finale playoff 2024 persa contro Trieste e che ha portato a una nuova, questa volta intrigante rivoluzione…
Il mercato. Prima, fondamentale mossa: l’ingaggio di coach Nicola Brienza, canturino doc che torna in Brianza con un bagaglio in cui trova posto il trofeo di miglior allenatore di A con Pistoia nella scorsa stagione, ma soprattutto una determinazione a puntare in alto (leggi “vincere”) che collima perfettamente con le ambizioni – se non addirittura necessità – di un club e di un ambiente che per lui non hanno segreti.
Quanto al roster, capitan Baldi Rossi, Moraschini e Burns sono i “tre moschettieri” rimasti a fronte di tante novità. A partire dalla cabina di regia, dove dopo anni di “combo guard” americane trovano posto due play puri: l’espertissimo Andrea De Nicolao, già tricolore con la Reyer Venezia e al quale coach Brienza affida di fatto le chiavi della squadra, e il più giovane ma ormai altrettanto rodato Fabio Valentini, chiamato a replicare quanto di buono fatto vedere a Forlì. Ad aggiungere leadership sul perimetro, oltre a punti a referto, c’è poi Tyrus McGee, guardia classe 1991, la cui attitudine a vincere (uno scudetto con la Reyer Venezia, una Fiba Europe Cup con Sassari, una Lega Balcanica e un campionato israeliano con l’Hapoel Holon) è stata non a caso sottolineata da coach Brienza al momento della presentazione.
Altri volti nuovi sono Matteo Piccoli (classe 1995), reduce da due ottime stagioni in A con la Vanoli Cremona, e Joonas Riismaa (classe 2002), estone di formazione italiana già allenato a Pistoia da coach Brienza e segnalato per un atletismo che da ala piccola potrebbe alternarsi in modo vincente con quello di Riccardo Moraschini tanto per attaccare il colorato avversario quanto per garantire preziosi rimbalzi in più da entrambe le parti del campo.
Sotto canestro, invece, l’esperienza di Burns e Baldi Rossi potrà contare sull’energia e la stazza di due più giovani compagni: il classe 2001 Luca Possamai, 212 cm per 100 kg, di proprietà della Reyer Venezia e già fatto maturare in A2 a Chiusi, e il classe 2000 Grant Basile, 206 cm per 106 kg, italo-americano che ha esordito in A proprio con la Pistoia di coach Brienza e tesserato come secondo straniero in attesa di una futura convocazione in Nazionale.
Gli obiettivi. O, meglio, l’obiettivo. Cioè la promozione in A: non per il blasone (che l’A2 ormai abbonda di nobili decadute del nostro basket, anche se nessuna può vantare due Coppe dei Campioni in palmares), ma perché il progetto Cantù Next relativo alla costruzione del nuovo palazzetto non può essere disgiunto dal ritorno al piano superiore del nostro basket e in questo senso ha già dovuto incassare qualche deroga di troppo.
La scommessa. Per farcela, in una A2 dove non mancano squadre altrettanto ambiziose e attrezzate, a Cantù serve il contributo di tutti. Ma Grant Basile, già capace di sfoderare un’annata da 20.9 punti e 9.7 rimbalzi con Orzinuovi nella scorsa stagione, potrebbe risultare l’arma in più sotto canestro, aiutato a migliorarsi ulteriormente anche da un’indole e da un senso di appartenenza che possono solo trovare giovamento dall’energia trasmessa dal tifo canturino.
La certezza. Per quanto ci riguarda, sta a bordo parquet: cioè nella competenza, ambizione e “canturinità” di coach Nicola Brienza.
Il pronostico. Gli ultimi campionati sconsigliano vivamente di farne uno. Ma certo mai come questa stagione ci sono i presupposti perché sia finalmente la volta buona. (Paolo Corio)





