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Home Lega Basket

Cantù: cosa già c’è e cosa ancora no dopo le prime 9 giornate

Paolo Corio by Paolo Corio
28 Nov 2025
in Lega Basket
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Cantù: cosa già c’è e cosa ancora no dopo le prime 9 giornate

Credits: Pallacanestro Cantù.

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Dopo nove giornate la neopromossa Pallacanestro Cantù ha un bilancio di 3 vittorie (tutte al PalaDesio) e 6 sconfitte. Nove giornate: troppo poche per stilare qualsiasi bilancio, ma abbastanza per una serena pausa di riflessione approfittando di quella imposta dagli impegni della Nazionale. Andiamo allora per “pallini” tra quello che già c’è e quello che ancora manca per mettere in sicurezza la classifica, che ora vede l’Acqua San Bernardo appena sopra la “zona rossa”.

Cosa già c’è o sta migliorando

● Le statistiche disegnano un quadro generale difficile: Cantù ha al momento il dodicesimo attacco (ovvero il quart’ultimo della Serie A) con 81.4 punti di media e la quattordicesima difesa (ovvero la terz’ultima del torneo) con 91.1 punti subiti a partita. Nella recente sconfitta interna contro la Virtus Bologna la squadra di coach Brienza è però apparsa più determinata e aggressiva in difesa, mentre in attacco ha fatto registrare l’high stagionale (28) negli assist. Piccoli segnali, ma che confermano parziali miglioramenti nel gioco e nell’atteggiamento già visti nel successo interno su Udine e nell’onorevole sconfitta del derby a Varese. Piccoli, ma importanti risultati da continuare a coltivare in palestra.

● Dopo i tentennamenti iniziali, Jacob Gilyard sta viaggiando a 11.2 punti e 6.2 assist di media, ma soprattutto rispetto alle prime uscite dimostra più sicurezza nel dare ritmo alla squadra in staffetta con De Nicolao. Il futuro di Cantù non può prescindere dal rendimento del suo play così come da quello sotto i tabelloni di Oumar Ballo (10.6 punti, 8.9 rimbalzi di media), la cui doppia doppia (23+10) nell’ultimo match contro la Virtus fa ben sperare nel fatto che il centrone del Mali di formazione americana sia sulla buona strada per trovare una dimensione vincente in questa Serie A.

● In cerca di riscatto dopo l’incompiuta avventura all’Olimpia Milano, Giordano Bortolani sta viaggiando a 11 punti a partita, con 13 punti nel derby a Varese e 15 contro la Virtus Bologna dopo tre consecutive prestazioni decisamente sotto tono (e sotto media) con Cremona, Sassari e Udine. Anche se non ci sono sempre le migliori percentuali, la prima parte di Campionato ha però detto che per lui c’è un ruolo ben definito in questa Cantù e che ha tutto per interpretarlo al meglio.

● Tornando alle statistiche, Cantù brilla nei rimbalzi: secondo posto nella speciale classifica, con 39.6 a partita dietro alla sola Udine. Una voce alla quale sta contribuendo anche Ife Ajayi, che è anche il quinto miglior marcatore biancoblu con 9.6 punti a partita, a conferma che non ha minimamente patito il salto dall’A2 alla A. E che può già essere considerato un giocatore importante dell’Acqua San Bernardo così come lo è stato a Torino.

● 5.7 punti e 3 rimbalzi di media in 18.8’ per capitan Moraschini, 3.8 punti e 3 assist in 15.7’ per De Nicolao. Ma al di là dei numeri, la loro esperienza ha già pesato nei tre successi sin qui ottenuti (con Reggio Emilia, Cremona e Udine) ed è assai probabile che peserà anche in quelli futuri: la “vecchia guardia” c’è e ci si può fare conto.

Cosa ancora non c’è o va migliorato

● Quattro sconfitte su altrettante trasferte, con la “macchia” della disfatta di Trento (109-69) e un’altra prestazione al limite del n.e. a Sassari (100-84). Serve più personalità e fiducia nei propri mezzi anche lontano dal PalaDesio: certo non è cosa facile e certo non aiuta dover andare a Venezia dopo la pausa, ma il percorso va iniziato. Perché la lotta-salvezza sarà serrata e con più squadre coinvolte, per cui i punti guadagnati fuori casa varranno davvero doppio.

● A palle perse (15 a partita) Cantù è messa male come Treviso e migliore per un soffio della sola Udine (15.1). Ed è anche la peggiore di tutto il torneo per palle recuperate, con 5.6 a partita. Due voci che nascono dall’attenzione e dall’applicazione: da migliorare entrambe.

● Determinante con 34 punti nel successo su Udine, come da programmi di inizio stagione Xavier Sneed è anche il miglior realizzatore di Cantù con 14 punti a partita (con in più 4.8 rimbalzi e 2.3 assist). Perché allora si trova in questa parte dell’elenco? Perché l’abbiamo visto in flessione con Varese e Virtus Bologna, quando le difese gli hanno riservato attenzioni tanto particolari quanto prevedibili, e perché alla mano calda serve che aggiunga un pizzico di leadership in più. Non è chiedere troppo, ma il necessario perché tutta la squadra continui a crescere, anche in trasferta.

● Quasi un paradosso: Grant Basile, la scorsa stagione trascinatore di Cantù in A, oggi sta faticando a trovare il suo posto. 8 punti e 5.1 rimbalzi di media non sono da buttare, ma il problema sta nell’impatto che non riesce al momento ad avere. Il ragazzone del Wisconsin ci deve mettere del suo (e in questo senso ci ha dato dentro contro la Virtus, con 12 punti, 8 rimbalzi e tanta difesa), ma la squadra deve cercarlo di più: troppe volte l’abbiamo visto libero, specie sull’arco, senza che gli arrivasse il pallone.

● Non c’è e, viste alcune voci di mercato, non sappiamo neppure se ci sarà. Jordan Bowden è il vero mistero dell’inizio di stagione canturino. In pre-season ha fatto cose mirabolanti, in Campionato ha inanellato tanti passaggi a vuoto, l’ultimo dei quali contro la Virtus ha spinto coach Brienza a toglierlo definitivamente dal parquet dopo 7’ di impiego. Il che fa diventare il tutto un problema, perché in questa A non puoi certo regalare un americano agli avversari. (Paolo Corio)

Tags: Acqua San BernardoPallacanestro Cantù
Paolo Corio

Paolo Corio

Giornalista di professione, scrivo di basket per passione dall'ormai lontana stagione 1999-2000. Per BDP seguo principalmente Pallacanestro Cantù in LBA e Urania Milano in A2.

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