Chad Brown non si nasconde. Il centro dell’Acqua S.Bernardo Cantù ha parlato apertamente dell’avvio di stagione della squadra, analizzando con lucidità, in un’intervista a Giornale di Cantù, i problemi emersi nelle prime uscite e guardando già alla prossima sfida in trasferta contro Trieste.
Il punto di partenza è la sconfitta contro Napoli, dove i brianzoli hanno retto per oltre metà gara prima di cedere di schianto. Per 32 minuti la squadra ha tenuto il passo degli avversari, salvo poi subire un parziale di 0-22 che ha chiuso i conti in modo netto:
«Abbiamo iniziato molto bene e siamo stati bravi a rimanere a contatto, andando anche in vantaggio in alcuni momenti. A quel punto l’energia è cambiata e l’inerzia è andata verso di loro. Abbiamo perso un paio di palloni sanguinosi e non siamo più riusciti a rientrare, loro hanno messo dei canestri pesanti anche da tre punti.»
Frustrazione sì, ma con un approccio positivo
Brown non nega che la mancanza di vittorie, dalla pre-season in poi, pesi sull’umore del gruppo. La parola “frustrazione” la usa lui stesso, senza girarci intorno. Ma la accompagna subito a una lettura costruttiva della situazione:
«Direi di sì. Tutti vogliamo vincere, non ci siamo ancora riusciti e penso che ‘frustrazione’ sia la parola giusta. Però è importante avere un approccio positivo. Sono convinto che siamo una buona squadra, con i tasselli giusti per fare bene e nelle prime gare siamo sempre rimasti in partita, con alcuni momenti no che gli avversari ci han fatto pagare a caro prezzo. È frustrante, ma penso che stiamo andando nella direzione giusta.»
Sul piano tecnico, il nodo principale riguarda l’esecuzione offensiva. Brown indica chiaramente su cosa si sta concentrando il lavoro in palestra: costruire canestri facili, migliorare i blocchi, essere più efficaci nei possessi. E poi, soprattutto, la continuità per tutti e quaranta i minuti:
«La prima cosa è essere costanti, in attacco e in difesa. Giocare ad alta intensità per tutti e 40 i minuti: quando ci riusciremo i risultati saranno diversi.»
Il calore del palazzetto e la sfida di Trieste
C’è però un elemento che Brown sottolinea con piacere genuino: il pubblico di Cantù. Il centro ammette di essere rimasto sorpreso in positivo dall’atmosfera trovata nelle due gare casalinghe, al di là di quanto già si aspettasse dai racconti di chi aveva già vestito quella maglia:
«Sono state due belle esperienze, c’è un gran tifo. Addirittura oltre le aspettative che mi ero creato in base ai racconti dei miei amici che qui avevano già giocato. Apprezzo molto i tifosi e so che continueranno a tifare per noi durante la stagione: noi cercheremo di portare i risultati.»
Ora l’attenzione si sposta sulla trasferta contro Trieste. Brown la descrive come una partita ad alta intensità, e il concetto di intensità torna come filo conduttore di tutta la sua analisi: se Cantù riuscirà a mantenerla per quaranta minuti, il risultato seguirà. La ricetta è chiara. Resta da applicarla.





