Isaiah Miles si presenta a Cantù con un curriculum europeo di tutto rispetto e la certezza di poter incidere fin da subito. L’ala grande statunitense, classe 1994, arriva in Serie A dopo aver chiuso la scorsa stagione in Turchia con il Merkezefendi: 11 punti di media e il 46% dall’arco, numeri che confermano una specializzazione costruita nel tempo e affinata in giro per il continente.
Il percorso di Miles parla da solo. Francia con Limoges, Dijon e Cholet; Grecia con Aek Atene e Promitheas Patras; Israele con Hapoel Tel Aviv, Hapoel Holon e Maccabi Ramat Gan. In mezzo, 60 presenze tra Champions League ed Eurocup, distribuite in quattro edizioni della prima competizione e due della seconda. Il tiro da tre punti è sempre stato il suo marchio di fabbrica: il 41% in carriera lo colloca tra i tiratori più affidabili del basket europeo.
Il ruolo nel sistema di Cantù
Miles ha le idee chiare su come può essere utile alla squadra e lo ha spiegato in un’intervista al Giornale di Cantù. Nel basket contemporaneo, la capacità di un lungo di stazionare oltre l’arco e minacciare il canestro da fuori è un vantaggio tattico concreto, e lui lo sa bene:
«Penso sia un fattore importante. Allargare il campo ed essere una sorta di mismatch per i lunghi tradizionali è decisamente qualcosa che può portare benefici alla squadra.»
Il ragionamento si estende all’intera struttura del roster canturino, che Miles descrive come un gruppo con caratteristiche complementari ben definite:
«In un roster come il nostro, dove ci sono diversi rollanti e giocatori che possono ricevere gli alley-oop, con altri compagni che sanno attaccare il ferro dal palleggio, avere un tiratore in campo aiuta. Se l’avversario si preoccupa dello scarico, ci sarà più spazio per andare a canestro. Se invece decidono di chiudersi, avrò più spazio per prendere il mio tiro o per muovere la difesa e creare un’occasione ancora migliore.»
Ambientamento e aspettative
Miles è arrivato a Cantù qualche giorno dopo rispetto al resto del gruppo, intorno al 20 agosto, nella fase finale della prima settimana di preparazione. L’inserimento, però, è stato rapido. Con alcuni compagni aveva già condiviso lo spogliatoio in passato, e questo ha facilitato le cose:
«La squadra è stata accogliente sin da subito. È un bel gruppo, con alcuni di loro ho già giocato in passato, quindi li conosco già. Penso che saremo davvero una buona squadra, c’è già intesa e c’è stata sin dai primi allenamenti. Sarà una buona stagione.»
Sul campionato che verrà, Miles si aspetta un livello alto e una competizione serrata. La nuova arena di Cantù è un elemento in più che lo entusiasma, così come la prospettiva di giocare davanti a un pubblico caloroso. «Sarà uno dei campionati più competitivi in cui ho giocato», ha detto, aggiungendo di non vedere l’ora di cominciare.




