HomeLega BasketRecalcati sulla nuova Virtus: "Pajola via? Mi ha stupito"

Recalcati sulla nuova Virtus: “Pajola via? Mi ha stupito”

È un’estate densa di movimenti quella che precede la nuova stagione di Serie A, e c’è chi la osserva con occhio lungo e qualche rimpianto. In un’intervista a il Quotidiano Sportivo, Carlo Recalcati traccia un quadro preciso di ciò che si muove attorno alla Virtus Bologna, alla Fortitudo, alla Nazionale e non solo.

Hackett faro della Virtus, ma Pajola lascia un vuoto difficile da colmare

Il tema che pesa di più è la partenza di Alessandro Pajola. «C’è una partenza importante», il punto di partenza del ragionamento. Pajola era il giocatore che più di tutti incarnava l’identità della Virtus, e Recalcati non nasconde la sorpresa per la sua uscita di scena:

«Mi ha stupito il suo addio, lo identificavo con la Vu Nera, ma sono convinto che al suo posto Casarin crescerà.»

Parole di stima vanno invece a Daniel Hackett, rimasto in bianconero, paragonato con una certa solennità a Franco Baresi: un leader silenzioso, capace di guidare con lo sguardo e con l’esempio più che con le parole, proprio nelle ore in cui si piange la scomparsa del campione del Milan:

«Daniel è un leader silenzioso come lo era Franco Baresi. In queste ore, in cui piangiamo la scomparsa, capiamo di più cosa abbia dato al Milan. Senza mai alzare la voce. Ma con lo sguardo e con l’esempio. Hackett sarà il faro della Virtus.»

Ma il nodo più spinoso riguarda Morgan. La Virtus, secondo Recalcati, farà fatica a trovare un sostituto all’altezza, e anche la perdita di Niang pesa sul piano fisico e atletico. Il budget ridotto ha costretto la società a ragionare in modo diverso, puntando su scommesse e idee piuttosto che su certezze.

In questo contesto, il nome su cui si ripone fiducia è quello di Davide Casarin: «Sono convinto che possa fare bene. E crescere ancora a Bologna». Al suo fianco, come spalla, viene indicato Momo Diouf, al terzo anno in bianconero, descritto come un ragazzo con grande maturità, capace di farsi sentire dai compagni nonostante la giovane età.

Fortitudo, Serie A e Nazionale: tante storie da seguire

Sul fronte Fortitudo, ora nelle mani di Gentilini, l’attenzione si sposta su Demis Cavina in panchina. «Conosco Demis. Non ci sentiamo spesso, ma so come lavora. Ha sempre fatto bene. E poi godrà dell’effetto PalaDozza».

La squadra può contare su Paulius Sorokas, definito un buon punto di partenza, sull’arrivo di Zanelli, giudicato un’ottima scelta, e su Fantinelli, che non si è mosso. In più, è stato ingaggiato Guariglia, già convocato da Pozzecco in un raduno azzurro: «Buona opzione», il giudizio secco su di lui da parte di Recalcati.

Guardando al resto della Serie A, l’ex coach di Siena e Varese non si limita alla Reyer Venezia quando elenca le squadre da tenere d’occhio: «Mica solo la Reyer. Penso a Varese e agli acquisti che ha fatto. E poi le due franchigie di Roma». Su Roma, però, una fonte vicina all’ambiente — indicata come Valerio — non si è sbilanciata: «È rimasto molto ermetico. Sono curioso».

Uno sguardo viene riservato anche alla LNP, con particolare attenzione a Brescia, dove siede in panchina Marco Calvani, e alla piazza di Livorno, descritta come agguerrita e da non sottovalutare.

Chiusura sulla Nazionale, che sta crescendo ma che da troppi anni non porta a casa un trofeo:

“L’Italia non vince da quando c’ero io in panchina, sarebbe l’ora di rompere il ghiaccio. Tuttavia ci sono esperienza, freschezza e gioventù e un buon margine di crescita. I giovani per fortuna crescono bene, basta vedere la nazionale Under 18 all’ultimo europeo.”

 

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