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Carr allo scadere fa impazzire la Virtus: battuto l’Olympiacos, le pagelle

Giovanni Marcheselli by Giovanni Marcheselli
2 Ott 2026
in EuroLeague, Pagelle, Pagelle EuroLeague
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Carr allo scadere fa impazzire la Virtus: battuto l’Olympiacos, le pagelle

Marcus Carr Virtus Bologna - Olympiacos Piraeus EuroLeague 2026-27 Bologna, 01/10/2026 Foto Stefano Ponticelli / Ciamillo-Castoria

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La Virtus Bologna inaugura nel migliore dei modi la stagione europea davanti al proprio pubblico, battendo l’Olympiacos, campione in carica dell’Eurolega. I bianconeri si impongono all’ultimo possesso grazie alla tripla di uno straordinario Carr, autore di una prestazione da assoluto protagonista.

Sotto di un punto dopo il canestro di Montero, la Virtus sembra rivivere i fantasmi della sconfitta di appena due giorni prima. Questa volta, però, ci sono ancora sei secondi sul cronometro: abbastanza per permettere a Carr di liberarsi e trovare la tripla che fa esplodere il palazzetto e regala a Bologna i primi due punti europei del cammino europeo.

Una vittoria meritata per i bianconeri, capaci di imporre per lunghi tratti la propria pallacanestro fatta di ritmo, intensità e transizioni veloci. La Virtus resiste anche alle altissime percentuali al tiro dell’Olympiacos, che con il passare dei minuti inevitabilmente calano, prima del finale punto a punto deciso dalla giocata del suo numero 2.

MVP: Carr: 22 punti, 10 assist e la tripla della vittoria contro i campioni in carica dell’Eurolega: i numeri basterebbero già a raccontare la sua serata, ma la prestazione va ben oltre le statistiche. Una prova da autentico leader, capace di prendersi la squadra sulle spalle per tutta l’arco della partita.

Da rivedere: Jones: L’unico vero assente della partita: rimane completamente ai margini, condizionato fin da subito dai falli e incapace di trovare ritmo e continuità.

Virtus Bologna

Bello 5: Nel corso della partita perde progressivamente minutaggio, fino a non vedere più il campo nell’ultima frazione. Fatica a trovare spazi e soluzioni contro avversari più fisici, finendo per incidere poco sulla gara.

Frazier 6: Come Bello, fatica a trovare soluzioni personali e commette qualche errore sanguinoso nella costruzione del gioco per i compagni. Da playmaker non riesce sempre a imprimere il ritmo necessario per mantenere alta l’intensità, ma resta dentro la partita e si sbatte con convinzione anche nella propria metà campo.

Carr 9: La tripla della vittoria, una doppia doppia da 22 punti e 10 assist e un +11 di plus/minus. Difficile chiedergli di più, soprattutto considerando la caratura dell’avversario. Una prestazione da leader, tecnico ed emotivo.

Diouf 5,5: Finisce inevitabilmente oscurato dalla prestazione monstre del compagno di reparto. Alterna momenti positivi ad altri più complicati, cercando comunque con applicazione e voglia di ritagliarsi il proprio spazio.

Moore 7: Per buona parte della gara appare macchinoso e poco brillante, ma nel finale decide di accendersi: trova canestri pesanti e recupera una palla importantissima nella mischia. Il suo apporto sarà fondamentale nel corso della stagione della Virtus.

Edwards 6,5: Le percentuali al tiro sono tutt’altro che positive, con un 2/10 dal campo, ma la sua solidità resta preziosa per i bianconeri. Serata complicata dalla fisicità degli avversari, che lo costringe spesso a giocare contro avversari più grandi.

Baldasso 5: Entra e prova subito a prendersi responsabilità al tiro, anche forzando qualche conclusione, ma non riesce a trovare il canestro. Dopo l’intervallo non viene più riproposto

Alston 7,5: Il tiro da tre non lo assiste e alcune conclusioni sbagliate rischiano di pesare, ma si prende le responsabilità richieste dalla squadra da vero leader. Con lui in campo la Virtus cambia passo e il +21 di plus/minus racconta bene il suo impatto. Interpreta alla perfezione i dettami del coach.

Hackett 6: Si trova spesso in campo nei momenti più complicati della partita, ma mette in campo un’intensità esemplare. Non si tira indietro nemmeno contro i lunghi avversari, immolandosi per evitare canestri facili e dando un contributo prezioso alla squadra.

Ferrari s.v. 35 secondi per finire il quarto.

Diarra 8: Deve fare una statua a Carr per i suoi 18 punti, ma ha anche il merito di farsi sempre trovare pronto. Raggiunge la doppia doppia con 14 rimbalzi, e propone una performance solidissima con giocate altrettanto importanti contro avversari di livello altissimo. Nel finale segna anche canestri decisivi.

Klintman 6,5: Offre minuti di sostanza e solidità dalla panchina, dando alla squadra quello che serve nel momento in cui viene chiamato in causa.

Coach Mumbrù (8) La Virtus porta a casa una vittoria di grande valore giocando per larghi tratti la pallacanestro richiesta dal proprio allenatore: ritmo altissimo, velocità in transizione e capacità di rispondere colpo su colpo ai parziali degli ospiti. Ancora una volta si dimostra un cecchino nella gestione dei challenge, tutti vinti. Nel finale restringe le rotazioni affidandosi, correttamente, agli uomini che avevano dato le risposte migliori, trovandoli anche freschi grazie a una gestione oculata dei minuti. Resta però una questione da risolvere: trovare un’alternativa credibile a Carr, troppo importante per la produzione offensiva della squadra.

Olympiacos Pireo

Miller McIntyre 5,5: Cresce nella seconda metà di gara e rinuncia quasi sempre alla soluzione personale, preferendo mettere in ritmo i compagni, evidentemente più ispirati. Gli 8 assist sono anche frutto delle ottime percentuali della squadra, ma dalla sua partita manca una reale continuità

Montero 6,5: Una gara fatta di alti e bassi, condizionata anche dal brutto 0/5 dall’arco. Nel finale, però, trova il canestro del momentaneo +1 che sembra poter regalare la vittoria all’Olympiacos, prima del ribaltamento finale.

Dorsey 7,5: Parte in maniera clamorosa, con un irreale 5/5 da tre punti che consente all’Olympiacos di restare agganciato al super avvio della Virtus. Cala nella seconda metà di gara, ma per lunghi tratti è una vera spina nel fianco della difesa bianconera.

Joseph 6: Gioca appena 7 minuti, tutti nel terzo quarto, senza particolari acuti ma nemmeno sbavature. Fa il suo senza lasciare un segno significativo sulla partita.

Fournier 6: Alterna errori a giocate da stropicciarsi gli occhi. Le percentuali non lo premiano e lascia ad altri il palcoscenico offensivo, ma riesce comunque a dare solidità e presenza a rimbalzo.

Ward 5,5: Di fatto resta in campo soprattutto nella prima metà di gara, senza riuscire a incidere particolarmente sull’andamento della partita.

Vezenkov 7,5: L’inizio è devastante, quasi al livello di quello di Dorsey. Poi si accende a sprazzi, regalando qua e là giocate da campione. Nel finale, però, non riesce a lasciare il segno come avrebbe voluto.

Papanikolau 5,5: 9 minuti in cui lascia spazio ai compagni, senza particolari pretese.

N’Diaye 8: Sale clamorosamente di livello nel finale, quando sembra quasi poter distruggere da solo la difesa della Virtus. Raccoglie ciò che i compagni gli concedono, ma soprattutto va a prenderselo con forza e determinazione, trascinando l’Olympiacos a un passo dalla vittoria.

Dunston 6,5: Fa quasi impressione pensare che abbia 40 anni, guardando la solidità con cui riesce ancora a stare in campo. Presenza fisica e difensiva che resta preziosa.

Hall 5: Rimane ai margini della partita

Jones 4,5: Appena 3 minuti in campo, condizionati da ben 4 falli. Una serata da dimenticare.

Coach Bartzokas (5,5) La qualità dei suoi giocatori tiene in piedi l’Olympiacos fino alla fine, ma non basta per portare a casa una partita nella quale non riesce a trovare le contromisure all’asse Carr-Diarra.

Tabellino completo

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Tags: PalaDozzaVirtus Bologna
Giovanni Marcheselli

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