E Milano? L’enigma della Sfinge
Indecifrabile, tra torti e ragioni. Una volta conquistato lo storico accesso ai playoff di Eurolega, che mancava dai canonici sette anni di carestia, è riuscita a rimettere seriamente in discussione anche quello che sembrava indiscutibile: il primato in campionato.
Il recente percorso è difficile da interpretare. Due sconfitte brutte in Eurolega (Barcellona e Baskonia), una in campionato a Venezia, potremmo anche dire accettabile vista la difficile “gestione dei ristori” da concedere ai giocatori maggiormente impegnati sul fronte continentale, e qualcuno ha pensato che 3 indizi fornissero abbondantemente la prova di un calo generale di tensione. Ma poi, la franca vittoria a Belgrado, quando contava sigillare i playoff. Subito dopo la caduta ad Oaka dove il Panathinaikos non aveva da dimostrare altro che non fosse l’onore. Dilapidando 20 punti di vantaggio. Quando non doveva sfuggire l’occasione per consolidare un posto al sole nella griglia dei playoff europei. Ma proprio qui. Ad essere onesti. Riguardando gli appunti del primo tempo: circolazione di palla come armonia composita di violini e tamburi, perfino il buon Tarcisio efficace, una squadra perfetta. Che non si è ripresentata in campo nella ripresa. Forse pensando che il Pana non avrebbe reagito? Che non avendo più nulla da chiedere alla stagione i greci si sarebbero lasciati affondare? Peccato imperdonabile. Amorale? Oppure semplicemente crollo fisico ed emotivo? Stanchezza? Perché il bello che avevamo visto nel primo tempo era pur sempre vero. Infine la sconfitta casalinga contro Varese. Della quale nemmeno vogliamo parlare se non per attribuirne il merito alla compagine prealpina.
E poi… e poi… Ci sarebbero cose che, vigliaccamente, non abbiamo il coraggio di dire, perché occorrerebbe una discussione lunga e leale, diversamente ci costerebbero soltanto il rogo degli eretici, quali probabilmente siamo. Comunque, per instradare, un suggerimento ve lo possiamo dare: al di là di ciò che appare andate a considerare la valutazione finale (soprattutto per le gare di Eurolega) di alcuni giocatori fondamentali.
Adesso Milano è attesa dai “tre giorni del condor”, tra venerdì e domenica. Tra Efes e la trasferta di Brindisi. Nella prima si gioca le residue chance di quarto posto in Eurolega, nella seconda il primato in campionato. La Happy Casa è avvelenata dall’eliminazione dalla Final Eight di Champions League subita a Karsyaka, ha già vinto all’andata al Forum e ha una partita da recuperare. I conti non sono ancora fatti. Ma le difficoltà sono cresciute. E anche la curiosità.
Perché soltanto i “tre giorni del condor” ci sveleranno l’anima di Milano.
