Il CEO dell’Eurolega, Chus Bueno, ha affrontato in un’intervista all’agenzia EFE il tema del rapporto con la NBA e del progetto NBA Europe, riconoscendo la complessità di trovare un punto d’incontro tra due modelli ormai molto distanti tra loro.
Bueno ha ammesso che sarebbe stato preferibile avviare una collaborazione con la lega americana fin dalle origini del progetto europeo, poiché oggi le due strutture hanno preso strade talmente diverse da rendere un eventuale accordo assai più complicato. Ha riconosciuto alla NBA una grande competenza nel marketing, nella valorizzazione del brand e nella dimensione globale, elementi che potrebbero accelerare la crescita dell’Eurolega. Tuttavia, ha sottolineato come la competizione europea disponga di un’infrastruttura continentale che l’NBA non possiede:
“Abbiamo la capacità e l’esperienza per operare in un ecosistema diversificato, con i migliori club e tifosi. Se ci saranno altre proposte da parte dell’NBA, restiamo aperti, ma continueremo a lavorare sul modello Eurolega.”
La risposta ai numeri di NBA Europe
Senza entrare nei dettagli dell’offerta iniziale ricevuta dalla NBA — per ragioni di riservatezza — Bueno ha ricordato che i tredici club fondatori hanno investito 26 anni nella costruzione di un prodotto che oggi raggiunge 94 milioni di appassionati, rendendo l’Eurolega un marchio di grande valore.
Il dirigente ha poi replicato alle recenti dichiarazioni del vice commissario NBA Mark Tatum, secondo cui il modello finanziario di NBA Europe garantirebbe ai club una distribuzione di ricavi tre volte superiore rispetto al piano decennale dell’Eurolega, che prevede 3,4 miliardi di euro complessivi tra i proprietari (2,2 miliardi dai ricavi e 1,2 miliardi dalle nuove quote di franchising):
“Non è così. Ad esempio, se con NBA Europe le squadre investono 500 milioni di euro e in dieci anni ne guadagnano 240, perdono 260 milioni. Nel nostro caso non perdono denaro, perché non investono nulla. Se ne guadagnano 100 o 200, quello è il loro guadagno.”
Il futuro delle competizioni europee
Bueno ha escluso categoricamente la scomparsa di Eurolega ed EuroCup, avvertendo che un eventuale accordo esclusivo con la NBA rischierebbe di frammentare ulteriormente il panorama cestistico europeo:
“Alcuni club mi hanno già detto: ‘Se raggiungete un accordo con l’NBA e ci lasciate fuori, creeremo una nostra organizzazione’. Se non risolviamo il problema per tutti, avremo più organizzazioni, qualunque sia il loro nome.”
L’Eurolega si trova intanto di fronte alla sfida della sostenibilità finanziaria: attualmente solo il 40% delle squadre partecipanti soddisfa questo requisito. Per migliorare la situazione nel prossimo decennio, la lega punta sulla modernizzazione degli impianti, sull’incremento dei ricavi e sul perfezionamento del sistema di fair play finanziario, che alcune società vorrebbero rendere ancora più stringente.




