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Con cuore e orgoglio la Virtus stende Milano, le pagelle

Orgoglio, cuore e piena consapevolezza dei propri mezzi: la Virtus supera Milano al termine di una prova di grande carattere, nonostante le pesanti assenze di Smailagic, Diouf, Edwards e Diarra. L’Olimpia, privata di Tonut, Flaccadori, Diop, ma soprattutto Bolmaro, non trova mai i giusti interpreti per dare ritmo alla gara e finisce per soccombere all’intensità bianconera, che aggancia così i rivali in Eurolega restando pienamente in corsa per un posto nella post season.
Eppure l’avvio sembra indirizzare la sfida verso Milano. Dopo i primi due minuti, con la Virtus avanti 10-8, gli ospiti cambiano marcia e piazzano un parziale devastante di 19-4, chiudendo il primo quarto sul 27-14. Bologna è in confusione: 0/4 da tre e ben sei palle perse, mentre l’Olimpia sembra avere il pieno controllo della partita, volando fino al +15.
La svolta arriva a metà del secondo periodo. Sulle ali dell’orgoglio di Hackett e di un Alston alla miglior prova stagionale, la Virtus cambia volto e in appena tre minuti piazza un clamoroso 16-1 di parziale che rimette tutto in equilibrio. Milano si inceppa, Bologna ritrova fiducia e ritmo: il punteggio torna in parità sul 39-39, poi l’intervallo arriva con le due squadre appaiate sul 47-47.
Nel terzo quarto i bianconeri proseguono sull’onda dell’intensità mostrata nel finale del primo tempo, punendo ripetutamente i rientri difensivi pigri di Milano. L’Olimpia, invece di sfruttare la maggiore stazza vicino a canestro, insiste dall’arco senza fortuna. Solo nell’ultimo minuto arrivano sei punti che consentono agli ospiti di rientrare parzialmente, dopo essere scivolati anche a -15.
L’ultima frazione, però, ha poca storia. Milano si innervosisce e non riesce mai a rientrare davvero in partita, mentre la Virtus gioca con lucidità e colpisce con precisione chirurgica ogni tentativo di rimonta. Il finale è una cavalcata bianconera che si chiude sul 97-85, tra gli applausi e la consapevolezza di una vittoria stoica.

MVP: Alston a pari merito con Morgan, Niang e anche Hackett, ma quella di stasera per lui è senza dubbio la sua migliore prova in maglia bianconera, e per distacco. Chiude a quota 20 punti, con una seconda frazione da autentico mattatore: mette in crisi Milano e trascina la Virtus di nuovo in partita proprio nel momento in cui l’intensità era cresciuta, ma servivano canestri per dare fiducia all’attacco. La risposta, puntuale, porta la firma di Alston.

Da rivedere: Brown, decisamente lento e fuori partita, non riesce mai a mettere ordine né a dare ritmo alla manovra.

Virtus Bologna

Vildoza 7,5: Nonostante lo 0/6 dall’arco, porta in campo tanta qualità e un contributo difensivo preziosissimo.

Taylor 5,5: Una tripla a inizio secondo quarto, ma per il resto fatica enormemente in difesa e anche in attacco viene spesso limitato dalla netta differenza di fisicità, riuscendo a vedere il campo per soli 6 minuti.

Morgan 8: Qualche palla persa di troppo — compensate però da 6 assist — un po’ di confusione, ma anche 22 punti messi a referto, con un terzo quarto semplicemente infermabile, giocato in autentica trance agonistica.

Pajola 7: Difensivamente fondamentale, nonostante un avvio complicato con tre falli già prima dell’intervallo. Nella seconda parte di gara trova però anche ritmo offensivo, servendo due assist spettacolari a Niang.

Niang 8: Si ritrova a marcare avversari anche il doppio di lui, ma nelle gambe ha la dinamite e riesce a farsi sentire con continuità su entrambi i lati del campo.

Accorsi s.v.: Entra nel finale del terzo quarto per commettere due falli a interrompere l’ultima azione milanese.

Alston 8: Risponde presente quando serve e infila la tripla che chiude di fatto la partita, portando la Virtus sul +15 a tre minuti dalla sirena. Oggi non va mai in difficoltà sul piano fisico, anzi: è lui a dominare il gioco, mettendo in crisi gli avversari con il primo passo bruciante e le sue lunghe leve. Una prestazione che riscatta completamente la brutta prova offerta in campionato.

Hackett 8: Una partita da vero campione: nel momento di maggiore difficoltà della Virtus segna cinque punti fondamentali, alzando l’intensità di gioco e l’emotività, e accendendo il palasport. Da lì cambia completamente l’inerzia della gara, rimanendo un fattore decisivo fino all’ultimo minuto.

Jallow 7: Entra dalla panchina e impone presenza e corpo in campo, trovando anche canestri di grande qualità e importanza.

Canka n.e.

Akele 6,5:Inizia in difficoltà contro Booker, costretto a giocare in un ruolo non suo a causa delle assenze, ma nei momenti chiave trova canestri decisivi e si eleva insieme ai compagni di squadra.

Ivanovic 8,5: Non cerca scuse: nonostante le assenze e un avvio shock, i suoi trovano la scintilla emotiva per travolgere gli avversari, costruendo un parziale di trenta punti dopo il -15 iniziale. Compensano la differenza di stazza con intensità e velocità, punendo la difesa di Milano in transizione e trovando così ritmo anche dalla lunga distanza. Una squadra che conosce perfettamente i propri mezzi, con giocatori consapevoli dei rispettivi ruoli: una partita frutto di un lavoro preparatorio chiaro.

EA7 Emporio Armani Milano

Ellis 5,5: Prova a dare ritmo alla squadra, alternando momenti di brillantezza ad altri di incertezza, senza però riuscire a garantire una vera continuità e concretezza alla sua prestazione.

Mannion n.e.

Booker 6,5: Inizia imponendosi sotto canestro, ma poi, in modo inspiegabile, smette di essere cercato dai compagni.

Brooks 5,5: Parte tutto sommato bene, ma alla prima difficoltà sparisce dalla partita.

LeDay 6,5: Nella prima metà di gara è immarcabile, sembra quasi un allenamento da senior coi giovani, ma poi resta impantanato nelle difficoltà della partita.

Ricci 5: Totalmente in balia della velocità e dinamismo avversari.

Brown 5: In difficoltà per tutta la partita con due palle perse che gridano vendetta, fatica anche lui a reggere la velocità degli esterni avversari. I pochi minuti positivi arrivano grazie alla evidente superiorità fisica, soprattutto quando è in campo insieme a Taylor, utilizzato purtroppo per lui soltanto per 6 minuti complessivi.

Guduric 5: Si salva solo il 7/7 dalla lunetta: per il resto appare lento, prevedibile, perde 6 palloni e tende ad accentrare troppo il gioco.

Shields 5: Parte bene in difesa, ma poi si scioglie anche lì. Ci prova nel finale, senza però riuscire a mettere i soliti tiri chirurgici, trasformando i suoi egoismi in un limite per la squadra.

Nebo 7: Dominante, senza errori, ma mai cercato davvero e colpevolmente dai compagni, in una partita in cui poteva veramente fare la differenza.

Totè n.e.

Dunston n.e.

Poeta 5: La squadra parte bene, ma si sgretola man mano che cresce l’intensità degli avversari. Invece di insistere sulle difficoltà bianconere senza centri di ruolo, i suoi esterni si intestardiscono più che altro su soluzioni individuali, interrompendo il ritmo e accendendo invece la Virtus, che sfrutta a pieno i rientri difensivi pigri di Milano, che perde così una ghiotta occasione per migliorare la classifica.

 

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