La Corte di Giustizia Tributaria ha emesso oggi la sua sentenza sulla vicenda dei crediti fiscali acquistati dal gruppo Alfieri e utilizzati dal Trapani Calcio. Il dispositivo esclude comportamenti dolosi o fraudolenti da parte della società granata, ma accoglie il ricorso solo parzialmente, riducendo le sanzioni della metà senza annullarle. Valerio Antonini ha già parlato di ribaltone storico. La realtà giuridica e sportiva è più articolata e lo spiega TP24
Cosa dice davvero la sentenza
I giudici tributari hanno operato una distinzione precisa: nessuna frode organizzata, ma responsabilità per mancata vigilanza. Il Trapani Calcio e SportInvest, secondo la Corte, non hanno esercitato i controlli necessari sull’attendibilità dei crediti acquistati e sulle operazioni riconducibili a Gianluca Alfieri, il giovane imprenditore al centro della maxi vicenda sui crediti inesistenti. In sostanza, la Corte distingue tra chi ha costruito consapevolmente un sistema fraudolento e chi non ha fatto abbastanza per verificare cosa stava acquistando. Il Trapani cade nella seconda categoria — il che non equivale a un’assoluzione piena, ma a una riduzione della gravità della condotta contestata.
Le sanzioni vengono dimezzate, non azzerate. Un esito parziale che Antonini ha scelto di leggere nella sua versione più favorevole: in un lungo video pubblicato subito dopo la sentenza, il patron granata è apparso euforico, sostenendo che la decisione certifica l’assenza di frode sportiva e che il club andrebbe reintegrato sia in Serie A di basket che in Serie C di calcio. Ha indicato nel commercialista del gruppo, Vulpetti, il responsabile della mancata vigilanza — una lettura che collide con le dichiarazioni dello stesso Vulpetti, che in passato ha invece descritto una gestione opaca da parte dello stesso Antonini.
Perché la riammissione ai campionati è ancora tutta da costruire
Il punto critico è uno: la sentenza tributaria opera sul piano fiscale e amministrativo. Non ha effetti automatici sulle decisioni della giustizia sportiva, che seguono percorsi e organi distinti. Il Trapani Shark resta escluso dalla Serie A di basket. Il Trapani Calcio resta retrocesso dopo le penalizzazioni cumulate per irregolarità nei versamenti fiscali e contributivi. Le delibere di Covisoc, FIGC e FIP rimangono in vigore.
Quello che cambia, concretamente, è il peso specifico degli argomenti a disposizione di Antonini nei ricorsi e nelle azioni risarcitorie già annunciate da mesi. La distinzione tra frode e negligenza è un elemento nuovo e potenzialmente rilevante nei procedimenti futuri. Ma trasformare una riduzione sanzionatoria in un diritto immediato alla reiscrizione ai campionati è un salto logico che la sentenza, nella sua formulazione, non autorizza.
