Una situazione che appare quasi irreale agli occhi di chi ha scritto pagine importanti della storia biancorossa. Eugenio Dalmasson – oggi club manager della Reyer Venezia e per undici anni sulla panchina della Pallacanestro Trieste – osserva da lontano le vicende del club giuliano, ma con lo sguardo di chi conosce profondamente quella piazza.
Il tema che domina il dibattito è il possibile progressivo disimpegno della proprietà, con un progetto che secondo molti potrebbe spostarsi verso Roma. Una prospettiva che ha generato forte preoccupazione tra tifosi e ambiente.
«Ognuno di noi è libero di interpretarla a modo suo – spiega Dalmasson – ma dal mio punto di vista credo che, proprio in questa fase delicata della stagione, bisognava evitare proprio quello che è successo. E se la scusa è che Trieste non riesce a trovare sponsor adeguati, bastava una superficiale occhiata a quello che si è visto nel recente passato in zona: mi sembra, in primissima battuta, una valutazione sbagliata».
Una stagione positiva ma senza sponsor
Il paradosso, sottolinea Dalmasson, riguarda proprio il momento sportivo della squadra. In una stagione in cui la formazione ha saputo ottenere risultati significativi sia in campionato sia in Basketball Champions League, l’ambiente aveva risposto con entusiasmo già durante l’estate.
Nonostante questo, però, non è stato trovato un main sponsor sulle maglie, un segnale che ha alimentato dubbi e interrogativi sul progetto societario.
«Alzando l’asticella come si è voluto fare in questi mesi, chi investe cifre importanti deve poi fare i conti con i disavanzi. Ma lo ripeto: quanto fatto sul campo doveva invogliare a un sostegno maggiore, non portare a questo».
Il valore del pubblico di Trieste
Dalmasson ricorda anche gli anni più complessi vissuti in prima persona sulla panchina triestina, quando l’obiettivo era semplicemente tenere in vita la società, senza promesse irrealistiche ma con grande equilibrio gestionale.
Per lui la vera forza del club resta la piazza.
«L’amore della piazza per il basket è inossidabile e l’importante è tenere la fiamma accesa: questa è la chiave. Per l’amore che c’è, sono proprio i tifosi in prima battuta a tenere viva la fiamma».
Un riferimento diretto ai quasi seimila spettatori che riempiono il palazzetto di Valmaura, numeri che in città non si registrano in nessun altro evento sportivo.
Unità fino a fine stagione
Guardando al finale di stagione, Dalmasson invita tutto l’ambiente a restare compatto. La squadra ha ancora partite da giocare tra campionato e coppe, e l’annata deve essere portata a termine con la massima concentrazione.
Nel frattempo, oltre alle rassicurazioni arrivate negli ultimi giorni dal dirigente Paul Matiasic, serviranno risposte concrete sul piano societario, soprattutto nel caso – temuto dai tifosi – di un possibile trasferimento del titolo sportivo.
Per l’ex allenatore biancorosso il messaggio finale è soprattutto emotivo:
«Trieste la porto e la porterò sempre nel cuore».
? Approfondisci il tema
Chi ha letto questo articolo ha trovato utili anche:
