Ultimo weekend di Serie A2 prima di alzare il sipario su una Coppa Italia che mai come quest’anno si preannuncia equilibrata e ricca di spunti. Ricapitoliamo insieme quello che è successo e in particolare come ci arrivano le quattro qualificate!
1-GARA0 VA A RIMINI
Davvero singolare che l’ultimo turno abbia proposto lo stesso incrocio, sullo stesso campo, di una delle due semifinali di Coppa Italia in scena nel weekend. Rimini ha mantenuto il fattore campo con autorevolezza, dando un paio di sgasate decisive e chiudendo con un 46% dall’arco che ha decisamente fatto la differenza rispetto al 4/19 di una Brindisi rimasta ancora un passo indietro in trasferta: la Valtur formato esterno in questo 2026 ha vinto solamente a Forlì (di misura), e pur se il livello delle trasferte affrontato era importante è un bilancio che pesa come un macigno nell’ottica di provare ancora a inseguire la promozione diretta. Intanto la squadra di Bucchi proverà a sfatare il tabù nel rematch di venerdì, contro una Dole che tenterà l’ennesimo assalto a un trofeo LNP: terza partecipazione consecutiva tra Coppa Italia e Supercoppa, stavolta con l’extrastimolo di giocarla davanti al proprio pubblico.
2-PESARO, PARTE LA VOLATA
La Coppa sarà un’occasione per rendere ancora più magico questo incredibile percorso, ma è chiaro che a Pesaro ora è soprattutto cominciata ufficialmente la volata-promozione: la Vuelle ha almeno due partite di vantaggio su tutte, a parte potenzialmente una Rieti che dovrà riceverla alla terzultima giornata ma partendo dal -18 dell’Adriatic Arena. La squadra di Leka è insomma entrata nella condizione in cui questa regular season dovrà eventualmente perderla lei, anche perchè il calendario presenta sì cinque trasferte su otto ma con tante delle avversarie dirette già affrontate due volte. Cambierà ovviamente la condizione emotiva con cui affrontare questo rush finale, ma per adesso Bucarelli e compagni non hanno minimamente pagato il passaggio da sorpresa a certezza, e ormai a grande favorita per il primo posto: l’ultima vittima è stata una Juvi rimasta a lungo in partita, ma silenziata con la difesa e le triple di Bertini (14 punti, tutti nell’ultimo quarto). La candidatura è forte e chiara, a prescindere da quello che accadrà nel prossimo weekend.
3-IL PRIMO APPELLO DI RAMAGLI
Non che dopo otto anni complessivi sulla panchina di Verona ci sia bisogno di particolari dimostrazioni, ma la Coppa sarà una prima verifica interessante per il Ramagli 3.0 nella città dell’Arena. I gialloblù ci arrivano con due vittorie consecutive della nuova gestione tecnica dopo il KO iniziale di Rieti, e soprattutto con la possibilità di dare un segnale al campionato e a se stessi innanzitutto: il benchmark può essere quello di Cantù l’anno passato, che dopo una prima parte di stagione meno brillante del previsto acquisì tanta forza proprio dalla Coppa Italia vinta per poi andarsi a prendere la seconda promozione nei playoff. La strada per Baldi Rossi (che di quella squadra, come McGee, ne faceva parte) e compagni è ancora lunga, ma questa Coppa può quantomeno indicare di essere su quella giusta.
4-SENZA STORIA
Nonostante il record casalingo della Libertas Livorno da un lato e quello esterno della Fortitudo Bologna dall’altro abbiano una direzione ben chiara da inizio stagione, era difficile aspettarsi un blowout come quello andato in scena venerdì sera in diretta Rai al Modigliani Forum. C’erano anzi prospettive da big match aperto a ogni esito, considerando anche il trend recente più favorevole alla Fortitudo. E invece la partita è durata meno di un quarto, prima che lo scarto assumesse proporzioni da imbarcata già nel secondo, chiuso dalla Bi.Emme Service addirittura sul +30. Significativo il passo indietro per la squadra di Caja, non tanto per la sconfitta in sè quanto nelle proporzioni, e certamente non un buon viatico per affrontare questo complicato finale di regular season con tante altre trasferta complicate, da Pesaro a Cividale passando per Brindisi.
5-LA SITUAZIONE IN CODA
Con il campionato ormai chiaramente spaccato in due tronconi da dieci squadre, si sta dipanando settimana dopo settimana anche la matassa sul fondo della classifica. A battere un colpo importante è stata Forlì, espugnando quella Cividale di cui è ormai assodata bestia nera dopo averla eliminata negli scorsi playoff: pur con tutte le difficoltà di una stagione assai travagliata, la squadra di Martino dà al momento vibes decisamente superiori a quelle di una Cento in crisi sempre più nera. La rondine contro la Libertas non ha fatto primavera: nelle ultime otto partite per il resto sono arrivate solo sconfitte, le ultime due particolarmente pesanti contro Juvi Cremona e una Mestre ormai praticamente già certa della salvezza. Pesaro a parte, è questo il vero capolavoro stagionale.
