
In occasione della presentazione ufficiale di RJ Cole come nuovo playmaker dell’Olimpia Milano, sono tornate d’attualità le parole che il direttore sportivo Daniele Baiesi aveva rilasciato a fine luglio a La Repubblica. Un’intervista in cui il dirigente aveva spiegato la logica dietro una coppia di regia che, sulla carta, può anche condividere il campo.
Cole e Darius Thompson vengono descritti da Baiesi come profili che si completano a vicenda, non come alternative secche. L’ex Valencia, playmaker della Nazionale, è stato un obiettivo inseguito a lungo dalla società: il suo apporto, secondo il DS, sarà determinante soprattutto in chiave campionato. E su questo punto Baiesi non usa mezzi termini:
«Spesso lo scudetto importa solo se lo perdi, ma considero questa idea una bestemmia.»
Su Cole, invece, il ragionamento è diverso: si tratta di una scommessa consapevole, motivata dalla traiettoria di crescita del giocatore. Ogni stagione fa un passo avanti, arriva con la testa giusta e con la sinistra può fare tutto. La logica è semplice: se Cole migliora, migliora l’intera squadra:
«È un rischio da prendere.»
Una frase breve, ma che dice tutto sull’approccio con cui l’Olimpia ha costruito il reparto playmaker per la prossima stagione.