HomeLega BasketValentin Chery: cosa porta alla Nutribullet Treviso? Lo scouting

Valentin Chery: cosa porta alla Nutribullet Treviso? Lo scouting

Quando a inizio luglio è uscita la notizia dell’accordo tra Treviso e Valentin Chery, la prima reazione di chi seguiva il mercato della Nutribullet è stata di sorpresa assoluta, perché Federico Pasquini aveva raccontato di cercare un centro capace di aprire il campo ma Valentin Chery è l’esatto contrario di quel profilo di giocatore. Nella stagione appena chiusa a Gravelines-Dunkerque, su 168 conclusioni dal campo censite, i suoi tentativi da tre punti sono stati esattamente zero. Non pochi, non sporadici. Zero.

È un dato che vale la pena tenere presente per tutto il resto dell’analisi, perché definisce il perimetro entro cui questo giocatore funziona e fuori dal quale semplicemente non esiste.

Da Nancy alla Betclic, senza scorciatoie

Nato a Saint-Priest-en-Jarez il 24 settembre 1997, Chery si è costruito lentamente e in modo del tutto lineare, senza mai bruciare tappe. A Nancy, nel campionato Under 21, produsse un’annata da 11,7 punti e 10,2 rimbalzi in trentatré minuti, numeri che restano il suo picco assoluto di dominio fisico in qualunque contesto, e nel 2017 entrò nelle rotazioni della prima squadra in seconda divisione con appena tre punti di media ma a soli vent’anni d’età.

Il triennio parigino, dal 2018 al 2021, coincide con la crescita del Paris Basketball da club di provincia a realtà ambiziosa, e culmina nella promozione dalla Pro B con Chery da comprimario utile, 5,6 punti in meno di diciassette minuti ma con il 66,1% dal campo, numeri da buon lungo da rotazione.

La prima chiamata nella massima serie francese arriva da Le Mans nel 2021, e il primo anno sarà a dir poco complicato. Tredici minuti a partita, 3,9 punti, e soprattutto un 47,7% dal campo che per un lungo che tira quasi soltanto da sotto è un rendimento povero.

Nel 2023 si trasferisce a Gravelines e da lì la sua traiettoria di rendimento e di crescita diventa una linea retta verso l’alto, con il 58,9% al primo anno, il 55,1% al secondo e il 64% nell’ultimo, chiuso a 8,9 punti, 7 rimbalzi e 1,7 assist in poco più ventitré minuti per partita, contribuendo a una salvezza sofferta e mettendo insieme la miglior annata della sua carriera in ogni voce del tabellino.

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