I Philadelphia 76ers hanno licenziato Daryl Morey, ponendo fine a un’era durata sei stagioni come President of Basketball Operations. La decisione, annunciata dal proprietario Josh Harris, segna una rottura definitiva con la filosofia estremamente analitica dell’ex dirigente. Mentre a quanto riportano le prime indiscrezioni l’allenatore Nick Nurse rimarrà sulla panchina dei Sixers, la dirigenza sportiva passerà temporaneamente nelle mani di Bob Myers, ex architetto della dinastia dei Golden State Warriors, incaricato di guidare la ricerca del nuovo leader operativo.
Il futuro a lungo termine appartiene alla coppia formata da Tyrese Maxey e dal promettente rookie VJ Edgecombe. Loro rappresentano la pallacanestro moderna, dinamica e futuribile di Philadelphia. Ma le pesanti incognite finanziarie intorno a questo roster generano più di qualche dubbio sulle loro effettive possibilità di lottare per vincere nei prossimi anni.
I motivi della separazione
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’eliminazione per 4-0 subita per mano dei New York Knicks nelle semifinali della Eastern Conference: nonostante l’incoraggiante successo al primo turno in rimonta contro i Boston Celtics, il pesante sweep ha esposto la fragilità e la mancanza di profondità del roster. I veri motivi della separazione, tuttavia, affondano le radici in profonde divergenze strategiche.
Ad esempio il recente caso che ha coinvolto il sophomore Jared McCain, ceduto ai ai campioni in carica degli Oklahoma City Thunder per alleggerire il monte ingaggi e scendere sotto la luxury tax. Questa scelta ha scatenato forti tensioni tra Morey e la stella Joel Embiid, visto la qualità e il potenziale di McCain e la poca quantità di asset ottenuta al suo posto.

L’arrivo a Philly
Arrivato nel 2020 con la fama di genio delle metriche avanzate e del “Moreyball”, Morey chiude la sua esperienza in Pennsylvania con un record di 270 vittorie e 212 sconfitte in regular season. Sotto la sua gestione, i Sixers si sono qualificati ai playoff in cinque occasioni su sei, senza però mai superare lo scoglio del secondo turno. Il suo percorso a Philadelphia è stato caratterizzato da scambi aggressivi, scommesse ad alto rischio e pesanti controversie: dall’arrivo e l’addio di James Harden (non esattamente in rapporti ottimali con Morey), la parentesi Ben Simmons, i ricchi contratti a giocatori poco integri fisicamente come Embiid e Paul George e molto altro.
Nonostante l’indubbio talento nel pescare al Draft, in particolare con Tyrese Maxey e Vj Edgecombe, l’ossessione di Morey per l’accumulo di veterani costosi e la gestione spigolosa dei rapporti umani hanno finito per bloccare la flessibilità salariale della squadra, portando al disastroso fallimento della stagione 2025-2026.

Il suo allontanamento resetta parzialmente le gerarchie all’interno della Eastern Conference e apre una sessione estiva che si preannuncia di totale rifondazione strutturale.
La fine del “The Process”?
L’unica certezza tecnica, almeno per il momento, risponde al nome di Nick Nurse, attualmente confermato sulla panchina per la sua quarta stagione consecutiva. La proprietà per ora ha voluto proteggere l’allenatore, attribuendo le colpe della stagione alle carenze strutturali del roster piuttosto che alla guida tecnica. Nel frattempo, Bob Myers utilizzerà la sua enorme credibilità (quattro titoli vinti alla guida dei Golden State Warriors) per ristrutturare l’organigramma e attirare i migliori profili dirigenziali della lega.
Stando anche alle recenti dichiarazioni di Embiid, non sembrerebbe nemmeno così impossibile che i Sixers decidano anche di separarsi dal centro di origini camerunensi. Nonostante rimanga l’ancora della squadra, ma la sua tenuta fisica e caratteriale continua sollevare continui dubbi.
Philadelphia si trova davanti a un bivio storico: il fallimento del “Process” e la fine del ciclo di Morey costringono la franchigia a ripensare daccapo la propria identità, cercando un equilibrio tra l’ossessione per le statistiche e la costruzione di un gruppo coeso e profondo, capace finalmente di riportare un titolo che manca dal lontano 1983.





