Attacco
Classificato da Synergy come “secondary ball handler“,può infatti essere descritto come una combo guard con tanti punti nelle mani e capace di segnare sia on che off the ball. Nella scorsa stagione in G-League ha portato alla squadra 0.976 punti per possesso, mostrando di gestire molto bene sia le situazioni di transizione (1.133 PPP) che quelle a metà campo (0.926 PPP).

La sua shot chart evidenzia un range di tiro molto ampio, che gli consente di colpire da diverse zone del campo: un indicatore chiave del suo profilo da attaccante completo, in grado di costruirsi un tiro in vari modi.
Come già accennato, si distingue in transizione, dove può sfruttare il proprio atletismo. In queste situazioni genera 1.133 PPP, attaccando spesso il ferro ma sapendosi anche posizionare efficacemente negli angoli, una risorsa sempre più preziosa nella pallacanestro moderna.
A metà campo, spicca per intelligenza cestistica e capacità di lettura del gioco. Si muove bene senza palla e sa essere incisivo grazie ai suoi tagli, con cui produce un eccellente 1.450 PPP. Questo lo rende particolarmente utile in attacchi dinamici, anche quando non è il portatore di palla principale.
Pur non avendo un fisico dominante (188 cm per 78 kg), possiede un’esplosività notevole, che gli consente di superare il difensore con il primo passo e di concludere al ferro anche contro avversari più strutturati fisicamente. Ha mani morbide, un eccellente tocco nel tiro dalla media distanza (58,9% di realizzazione dei runner) e mostra una tecnica solida nell’uso del piede perno che gli consente di evitare stoppate in area. Nelle situazioni di spot-up produce 1.030 PPP, dimostrando la sua pericolosità anche da ricevitore statico.
Un altro aspetto in cui eccelle è l’uno contro uno: in isolamento fa registrare 1.063 PPP, un’arma offensiva finora poco diffusa nel roster di Trento. In attesa degli ultimi due innesti che la società bianconera dovrebbe completare, è molto probabile che sarà proprio l’ex Bulls a gestire i giochi “rotti”, grazie al già citato ottimo primo passo e alla capacità di battere il diretto marcatore con continuità.
I principali dubbi su DJ Steward riguardano la sua gestione del pick and roll, un fondamentale in cui le sue scelte di lettura e decisione appaiono talvolta affrettate o poco efficaci. Nonostante abbia spesso la palla in mano e un ruolo centrale nell’attacco, non sempre riesce a sfruttare al meglio le situazioni create dal blocco, sia in termini di visione di gioco che di selezione del tiro. Un altro dato significativo è il relativamente basso numero di falli subiti rispetto all’alto volume di possessi che gestisce: si aggira infatti intorno al 13%, un valore che suggerisce una certa difficoltà nel cercare e ottenere contatti per guadagnarsi viaggi in lunetta.
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