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DJ Steward fa il bilancio della sua stagione: «Trento è come una famiglia»

Trentotto punti nella notte più importante e più amara della stagione. DJ Steward ha lasciato il segno in gara 5 dei quarti di finale playoff contro la Virtus Bologna, chiudendo un’annata complicata con la prestazione più alta della sua esperienza all’Aquila Basket Trento. Non è bastato per passare il turno, ma, come riporta Il Corriere del Trentino, quella partita resterà impressa a lungo nella memoria dei tifosi.

I 38 punti di Steward hanno dato vita a un duello stellare con i 31 di Carsen Edwards dall’altra parte: un confronto di altissimo livello che ha colorato l’eliminazione dei bianconeri. E proprio la sfida con il giocatore bolognese ha avuto per l’esterno un sapore tutto particolare:

“Sono stato un grande fan di Edwards, sono cresciuto guardandolo giocare quando ero al liceo. Ricordo di avere seguito le sue partite quando giocava a Purdue, durante la ‘March Madness’, quindi arrivare a essere in grado di competere con un talento come lui è stato veramente speciale”

L’esterno di Chicago, classe 2001, ha vissuto i playoff con un’intensità crescente. Dopo una gara 1 sottotono, la serie si è trasformata in qualcosa di diverso per lui e per tutto il gruppo guidato dall’Aquila Basket Trento:

“Nei playoff arrivo con voglia di fare uno scatto, dimostrare fino in fondo quello di cui sei capace. In gara 1 non ci siamo riusciti, siamo rimasti un po’ nascosti ma in seguito siamo venuti fuori davvero e ci siamo fatti trascinare anche dalle emozioni”

La crescita tecnica e il legame con l’ambiente trentino

Al di là dei numeri straordinari di una singola partita, DJ Steward parla di un percorso di profonda maturazione che ha attraversato tutta la stagione. La consapevolezza di quando attaccare, la corretta gestione dei possessi, la dimensione fisica e mentale del gioco: tutti elementi che, a suo dire, ha imparato a padroneggiare meglio nel corso dei mesi in Serie A:

“Nel corso dell’anno credo di avere imparato a capire quando è il momento della gara in cui il gioco viene dalla mia parte. Senza dovere andare subito a caccia di punti. Agire invece da regista, ragionare su ogni possesso. Ho imparato veramente tanto e non vedo l’ora di vivere questa estate”

Il futuro di Steward: «Trento sarà sempre un’opzione»

Sul futuro a lungo termine, DJ Steward non si sbilancia troppo ma non chiude assolutamente nessuna porta a una possibile permanenza. Il rapporto con la città e con l’ambiente dell’Aquila Basket Trento è evidentemente qualcosa che va ben oltre la semplice scadenza del contratto:

“Trento sarà sempre un’opzione per me. Mi hanno trattato come uno di famiglia e ora la sento come se fosse la mia famiglia. Non si sa mai, vedremo cosa succederà”

L’eliminazione dai playoff fa male, ma Steward la inquadra con grande maturità ed equilibrio: una serie combattuta fino all’ultimo secondo contro una delle corazzate più forti del campionato, con qualcosa di concreto da lasciare al proprio pubblico.

“Sono orgoglioso del fatto che abbiamo lottato alla pari contro una grande squadra ma soprattutto offerto ai nostri tifosi qualcosa da ricordare”, ha concluso. Il bilancio personale è ampiamente positivo e il capitolo con l’Aquila Basket Trento resta ancora tutto da scrivere.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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