1Q – 2Q
- Accoppiamenti iniziali–> lato Efes: Thompason-Hackett, Beaubois-Belinelli, Osmani-Polonara, Larkin-Cordinier, Pleiss-Zizic (andata: Thompson-Pajola, Larkin-Cordinier, Beaubois-Belinelli, Willis-Dunston, Jones-Shengelia); lato Virtus: Cordinier-Larkin, Polonara-Pleiss, Zizic-Osmani, Belinelli-Beaubois, Hackett-Thompson (andata: Pajola-Thompson, Cordinier-Larkin, Belinelli-Beaubois, Shengelia-Willis, Dunston-Jones).
- Prima partenza dalla panchina nella stagione di EuroLeague per Toko Shengelia da un lato, primo Starting Five stagionale per Achille Polonara e Ante Zizic dall’altro: nell’ottica della gestione dello sforzo del doppio turno, ora la Virtus ha anche una minima possibilità nel reparto lunghi di mescolare le carte tra quintetto iniziale e second unit. Rispetto al Willis-Jones dell’andata, anche l’Efes ha un pacchetto lunghi rinnovato non solo nei nomi ma anche nelle caratteristiche, col 5 più perimetrale a roster (Pleiss) ad aprire il campo.
- Inizio di Zizic in difesa: show su P&R di Larkin, contenimento sui pin down di Beaubois e drop sull’immediato side P&R giocato dall’Efes per attaccare dal palleggio Belinelli. La Virtus sceglie così di concedere il passaggio al lungo rollante: fondamentale i tempi della rotazione dell’uomo da lato debole. Primi 3 possessi decisamente fuori fuoco in quest’ultima componente.
- Inizio offensivo di Zizic “alla Shengelia”: ricezione in post basso e hand off per il taglio di un esterno sullo stesso quarto di campo.
- Primi movimenti sul perimetro in attacco per la Virtus: Stagger HO per Belinelli, con 3 uomini così coinvolti nel creare separazione tra il capitano e Beaubois.
- Inizio notevole di Cordinier in difesa individuale su Larkin: la scelta è quella di fare top lock, ossia impedire la ricezione frapponendosi tra il movimento senza palla della point guard verso la palla stessa.
- Primi minuti da floor general di altissimo livello in attacco per Daniel Hackett: guardare come telecomanda Zizic per portare i pin down per Belinelli, come lo invita a liberare il quarto di campo per giocarsi il post basso con Thompson, come legge la posizione scorretta di Pleiss su lato debole e trova Polonara per la tripla. Letture perfette, a dimostrazione dell’esperienza accumulata dall’ex Siena e Milano.
- Come all’andata, la creazione dell’Efes – senza un Larkin in grado di generare vantaggi off ball per il trattamento affidato al dottor Cordinier – non è Thompson bensì Beaubois: con percentuali non eccelse, il lavoro a rimbalzo di Zizic può far vincere la battaglia dei possessi e di conseguenza la partita alla Virtus. In aggiunta, a dimostrazione di quanta energia positiva possa fare un canestro per un tiratore, ecco il secondo fallo in 3′ per il francese. Annebbiato.
- Prime rotazioni Efes anticipate estremamente nella gara: Bryant-Willis dentro a 6’50” dalla fine del 1Q, riportando l’Efes a una lineup più consona rispetto a quella delle ultime uscite. Bryant non attacca più Belinelli attorno ai blocchi, lo scettro passa definitivamente a Larkin dalla punta.
- Efes estremamente falloso e incapace di controllare la screen navigation: anche Bryant subisce il primo fischio, indice di una fisicità non adeguata al contesto. Belinelli ne è consapevole, si gioca molto di più per le sue ricezioni e, consapevole che un secondo fallo di Elijah sarebbe deleterio, insiste sulla finta prima del jumper dalla media. Inizio di letture da campioni per i veterani della Virtus.
- Difesa perimetrale in 1vs1 da registrare per la Virtus: primo fallo di Cordinier su Larkin, prima penetrazione di Thompson a battere Hackett col pitturato sguarnito. Che l’Efes abbia ottime percentuali in area è risaputo, che ci possa arrivare così facilmente no.
- Scelta chiara dell’Efes sui P&R giocati da Cordinier: show per togliere penetrazione e palla dalle mani del francese, con la seconda linea ad aggredire il passaggio verso il lungo rollante. Stesso discorso fatto per Beaubois, valido anche per Cordinier: viene meno il ritmo in attacco, manca la lucidità nel gestire la difesa sul portatore di palla avversario.
- Sia in prima linea che in seconda linea il lavoro della Virtus da lato debole non è a livello di EuroLeague nei primi 6′: o la rotazione non avviene o arriva in ritardo e con poca fisicità. Se la scelta è fare show e rotazione del terzo uomo, questa deve sostenere la pressione della prima linea, altrimenti i tentativi al ferro continueranno ad arrivare. Poca attività lontano dalla palla anche in attacco: 7 perse in meno di 9′ non sono sostenibili.
- Su Belinelli l’Efes si adegua raddoppiando la ricezione in uscita dai pin down. La Virtus si controadegua con il respacing corretto del bloccante nel roll verso canestro, tagliando un paio di passi più a destra per fornire uno scarico pulito dalle mani di Beli.
- Aggiustamento della Virtus sui P&R di Darius Thompson: non forzare il passaggio sopra il blocco ma under. Nessun rescreen dell’Efes, semplice tripla dal palleggio dell’ex Brindisi e Baskonia. Solo rete, per 2 volte di seguito. Non voler mandare in rotazione il lato debole ha pro e, in questo caso, contro.
- Questione di esecuzioni e scelte. La scelta dell’Efes è difendere Lundberg con una trap sul P&R e la rotazione non dell’uomo in guardia bensì quello dall’angolo come tag sul rollante. L’uomo in guardia dovrebbe zonare il lato debole, abbassandosi verso la linea di fondo per muoversi a seconda dell’uscita del passaggio. Bryant esegue (tag), Larkin no (zoning), Abass schiaccia.
- Una diversa energia, quella dell’Efes in attacco. Il circolo virtuoso si autoalimenta in una serata ricca di triple e jumper dal midrange realizzati dal palleggio e ricezioni profonde di un Oturu estremamente impattante dal punto di vista atletico. Virtus apparentemente in sordina, come se fosse trattenuta per la maglia da un bambino insolente. 15-2 è uno dei parziali peggiori subiti dalla Virtus in stagione, mai così in difficoltà nel primo tempo di una gara di EuroLeague.
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