UN QUINTETTO SCHIACCIASASSI
Il nuovo cinque titolare, dopo il tempo di rodaggio necessario, ha iniziato a funzionare e a farlo in maniera egregia. I dati dello starting five Ferrell-Dragic-Blazic-Muric-Omic sono impressionanti in questa striscia di vittorie: +81 di +/- in 144’ di impiego, 49.6% dal campo, 40% da tre, 1.12 punti per possesso in attacco (per intenderci la media è di 0.96 in Eurocup e 0.93 in ABA), 0.89 punti per possesso concessi. Di fatto con i suoi titolari il Cedevita asfalta gli avversari, giocando a ritmi altissimi: parametrati su 40’ saremo intorno agli 88 possessi giocati, un dato che conferma la tendenza di tutta la squadra, seconda in Eurocup nella speciale classifica con 86.1 di media, e terza in ABA a un’incollatura da Mega e FMP Belgrado, squadre di giovanotti abitualmente dedite agli alti ritmi.
Il quintetto che sta facendo le fortune del Cedevita è un mix davvero perfetto di giocatori. Ci sono due abilissimi a creare palla in mano come Blazic e Ferrell, Dragic ha tutta l’esperienza necessaria per muoversi attorno a loro, facendosi pescare in taglio o sugli scarichi, senza disdegnare il fatto di poter essere un buon handler secondario. Omic sotto canestro fornisce la taglia e un’opzione affidabile spalle a canestro (62% al tiro da situazioni di post up), mentre Muric è il classico quattro tattico che apre il campo con il tiro da tre punti.
Blazic e Ferrell hanno semaforo verde totale per esaltare le proprie capacità realizzative. Che può voler dire vedere un tiro da tre in contropiede aperto o tiri scagliati senza tanti problemi da otto metri. Un attestato di fiducia ben riposto che sta permettendo ai due di rendere alla grande. Per le difese sono un pericolo costante, perché entrambi possono attaccare dal palleggio, ma anche arrestarsi in una frazione di secondo e colpire da tre punti. Il tutto tenendo sempre un occhio ai compagni di squadra, che li porta a produrre quasi sette assist a partita in coppia. Con loro in campo insieme il plus/minus di squadra è +194.
Dicevamo, poi, dei giocatori “retrocessi” in panchina rispetto all’avvio di stagione. Ejim è probabilmente quello che ha pagato più di tutti in termini di rendimento, mentre Auguste ben si integra nei minuti in cui rileva Omic. Il giocatore, però, che uscendo dalla panchina sembra essere nel suo habitat naturale è Jacob Pullen. L’ex Mornar Bar cambia i tre del back court e può gestirsi su circa venti minuti di impiego sparando le sue cartucce in attacco per provare a spaccare le partite con raffiche di canestri come successo contro la Virtus o Promitheas.





