Virtus Segafredo Bologna
Iniziamo analizzando la strada che i ragazzi di coach Scariolo hanno affrontato per arrivare fino a qui. La posizione (quarto posto nel girone B) riserva alle Vu nere una run di playoffs che con molta probabilità si consumerà interamente lontano dalle mura amiche, fatta eccezione della prima gara che si disputerà in casa contro il Lietkabelis. Quello della Virtus è tuttavia un quarto posto che non deve spaventare i meno attenti, visti gli infortuni che per tutta la stagione hanno falcidiato la creatura di patron Zanetti. L’eredità che la Virtus porterà ai playoffs da questa serie di sfortunati eventi sono un Belinelli ancora out, un Hervey lontano dalla condizione di inizio anno e un Mannion mai sbocciato veramente.

La crisi russa ha tuttavia contribuito a risanare, e probabilmente aumentare, i sogni di gloria dell’intera tifoseria virtussina, che ha visto arrivare a Bologna due giocatori completamente fuori scala per la competizione come Daniel Hackett e Toko Shengelia. Gli esodi moscoviti hanno probabilmente colmato il piccolo gap che era sembrato crearsi in un certo momento della stagione con il Partizan, adattandosi perfettamente al gioco di coach Scariolo e innalzando il livello competitivo della squadra.
Il play italiano è completamente dentro alle rotazioni virtussine ed ha portato a Bologna un livello difensivo sugli esterni che, abbinato a quello di Pajola, risulta veramente arduo da fronteggiare. La sua innata leadership, e il periodo di assenza di Teodosic, hanno inoltre contribuito a calarlo perfettamente nel ruolo di silente stella della squadra. Shengelia dal canto suo sta semplicemente facendo Shengelia. Per quanto l’immersione nelle rotazioni virtussine non sia ancora del tutto completata le cose utili che il gigante georgiano porta alla squadra sono innumerevoli, su entrambi i lati del campo, ed è questione di tempo prima che il suo talento riesca ad essere sfruttato al 100% nei giochi di coach Scariolo.
Superate le difficoltà difensive, aspetto del gioco nel quale il rendimento virtussino ha raggiunto bassi veramente preoccupanti, al momento la compagine di Scariolo ha pochissimi punti deboli. Probabilmente lo step in più da fare riguarda la produzione offensiva dei lunghi che, complici le difficoltà fisiche di Hervey, la fiducia trovata soltanto ultimamente da JaKarr Sampson e l’inserimento ancora in corso di Shengelia, stenta ancora ad arrivare.
Anche nella propria metà campo i lunghi virtussini avranno la lente di ingradimento puntata addosso. Senza anticipare nulla di quanto leggerete nei prossimi articoli, squadre come Badalona e, in una ipotetica finale, Partizan potrebbero far pagari i problemi di mobilità lontano da canestro di Jaiteh e dei suoi compagni di reparto. Se infatti l’arrivo di Hackett sistema, insieme ai già presenti Pajola, Weems e Cordinier, la situazione sugli esterni, il solo Shengelia non può ovviare ai pesanti problemi visti nel corso della stagione. Sarà fondamentale, in quest’ottica, recuperare a un buon livello Sampson e Hervey. Per evitare di costringere Scariolo ad utilizzare molto Shengelia nel ruolo di centro.
Dal punto di vista puramente statistico la Virtus può vantare il quinto posto per punti segnati (84.4), il primo per assist (22.4) e il quarto per quanto riguarda la percentuale da due punti (56.3%). Da porre attenzione tuttavia al misero 68.8% dalla lunetta, che consegna alla Virtus il penultimo posto nella competizione, ed ai soli 10.4 rimbalzi offensivi catturati a partita, che potrebbero farsi sentire contro un Lietkabelis da 11.1.
