I volti e gli sguardi sono quelli di coloro che vorrebbero vivere un altro paio di settimane parlando di pallacanestro ed esplorandone i singoli dettagli tecnici e tattici. Solo l’umidità, tuttavia, è destinata a rimanere in eterno ad Antalya: il 2023 EuroLeague Coaches Board Congress giunge al traguardo finale, tra le promesse di contatti futuri e gli ultimi scambi di numeri e profili social. I clinic, per fortuna, non abbandonano il programma dell’ultimo giorno, anzi. Il primo, riguardante l’evoluzione delle strutture offensive delle squadre di EuroLeague, è affidato alle clip e alla voce di Bogdan Karaičić, attuale assistente di Željko Obradović al Partizan e con un passato negli staff di Lokomotiv Kuban e Stella Rossa:
Sono un coach giovane: la mia visione ha bisogno di avere i dati per sostenere la bontà di un sistema, a coach come Saša Obradović e Željko servono solo per confermare sensazioni e cosa che sanno già, che hanno già visto.
Se usi un martello nella maniera giusta puoi costruire, se lo usi nella maniera sbagliata ti fai male tu e fai male agli altri. Lo stesso discorso si applica allo studio degli attacchi delle squadre di EuroLeague: all’andata contro la Virtus ci siamo concentrati sulle situazioni di post basso ma se avessimo fatto lo stesso anche al ritorno, con un Belinelli in ritmo e in forma, avremmo sottovalutato il lavoro sulle uscite dai blocchi e avremmo fatto male il nostro lavoro. Ormai gli attacchi hanno alternative infinite da sfruttare a seconda dello stato fisico dei singoli.
Noi coach amiamo definirci artisti della pallacanestro, ma un conto è essere buoni artisti e un altro è essere grandi artisti. Un conto è copiare e l’altro è innovare. Un buon artista copia, un grande artista ruba per farne qualcosa di nuovo.
Attaccare contro le difese di EuroLeague significa dare sempre ragione all’avversario, a prescindere: la qualità dei rivali fa apparire le tue condizioni di partenza sbagliate, almeno sino a che non trovi un nuovo modo per farti sentire. Come in un matrimonio, insomma!
Il miglior giocatore possibile per un coach è quello flessibile, il miglior coach possibile per un giocatore è quello empatico e comunicativo. Quando dico che Jan Veselý è il miglior bloccante che un coach possa avere in Europa mi riferisco proprio a questo: se in un unico corpo unisci la sua capacità di slippare il blocco, cambiare l’angolo e leggere il contatto del difensore, il risultato è il giocatore più versatile che si sia mai visto.





