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Eurolega Awards: le scelte di Backdoor Call

Nel nuovo estratto di Backdoor Call, facciamoil gioco degli award di Eurolega, tra scelte obbligate, nomi meno scontati e qualche provocazione tecnica. Dall’MVP al Coach of the Year, il dibattito fotografa bene una stagione piena di sfumature.

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Partiamo dal Most Improved Player. Ti do già quattro nomi, così restringiamo il campo anche se alla fine è facile: Sylvain Francisco, Timothé Luwawu-Cabarrot, Jordan Nwora o Jalen Hoard. Secondo te il Most Improved a chi lo daresti?

M: Alla fine, per la costanza che ha avuto durante l’anno, sempre anche contro avversari di prima fascia, lo darei a Francisco. Jalen Hoard è un bel nome, tra virgolette nuovo, ma lo metterei un po’ dietro. Luwawu-Cabarrot, secondo me, definirlo tra i più migliorati no, perché è un giocatore lì da un po’ di tempo. Ha fatto una bella e solida stagione, però mi piace l’idea di premiare uno in rampa di lancio.

S: Ci sta Francisco. Non tanto migliorato in senso stretto, mentre Jordan Nwora ha fatto un bello swing dalla stagione anonima con l’Efes a questa, quindi molto bene. Però sicuramente facile Francisco.

Rookie of the Year, o Rising Star, mettiamola un pochino come vogliamo: McKinley Wright, Jean Montero, Mfiondu Kabengele e Trent Forrest. Il tuo nome?

M: Secondo me, onestamente, Montero non ha tanti concorrenti. Gli altri sono nomi interessanti, ma vista la stagione che ha fatto, la personalità che ci ha messo, il contributo di volume di gioco, non solo come realizzatore ma anche come creatore e facilitatore, e visto dove è arrivata la squadra, ti direi Montero.

Defensive Player of the Year: Thomas Walkup, Jerian Grant, Alpha Diallo ed Edy Tavares. Questo è un pochino più tricky secondo me.

M: Sì, tendenzialmente lo vediamo a tutte le latitudini: si tende sempre con questo premio a premiare i lunghi. Però, secondo me, vista la stagione che ha fatto su più ruoli, con versatilità e consistenza, mi piace dire il nome di Diallo.

S: Giusto, anche perché io sono adoratore di Alpha Diallo dalla prima ora, quindi vado anche io con lui, anche se tutte le nomination qui sono abbastanza valide.

Coach of the Year: Thomas Masiulis, Pedro Martinez, Sarunas Jasikevicius, Giorgios Bartzokas.

M: Questa è più complessa. Gli ultimi due sono grandi classici che non tramontano mai e non puoi comunque ignorarli. Però, visto che abbiamo già premiato Montero, Pedro Martinez è sicuramente un nome. A questo punto proverei a premiare anche il tipo di stagione che hanno avuto i nostri amici lituani, quindi Masiulis secondo me merita.

S: Io veramente lancio la moneta tra Pedro Martinez e Thomas Masiulis. Dovendo scegliere ho scelto Pedro Martinez, però è stato davvero un tiro di moneta.

MVP: Sasha Vezenkov, Sylvain Francisco, Elijah Bryant, Wade Baldwin.

M: Posso dirne uno che non c’è? Secondo me Talen Horton-Tucker è quello che, soprattutto da Natale in poi, ha impattato di più.

S: Io l’MVP lo do a Francisco quest’anno. Vezenkov bravo, ma è il grande classico per me. Fino a un mese e mezzo fa l’avrei dato a Elijah Bryant, altro giocatore che adoro. Devo dire che la cosa pro Elijah Bryant è sicuramente quella di essere riuscito a svettare in una squadra complessa e anche nuova a queste latitudini.

Squadra sorpresa: Valencia, Zalgiris o Hapoel?

M: Tante sorprese alla fine, però avendo già detto Valencia, avendo già detto Zalgiris, sorprendiamo con l’Hapoel, perché in mezzo a una gestione anche abbastanza, detto sinceramente, sclerotica, essere lì è tanta roba.

S: Io voto Zalgiris perché mai me lo sarei aspettato così in alto.

Squadra delusione: Anadolu Efes, Olimpia Milano, Maccabi Tel Aviv o Partizan Belgrado?

M: Di Milano abbiamo parlato tante volte. Cercando di tenere alta la bandiera italiana non la premiamo al contrario, ma onestamente ci sono Partizan, Maccabi e Anadolu Efes. L’Efes secondo me è un po’ la delusione perché si è arrotolata da sola dopo una stagione come quella scorsa, su scelte sbagliate e anche poca resistenza alla pressione.”

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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