Il futuro del basket europeo resta avvolto nell’incertezza, con Eurolega e NBA Europe che continuano a valutare ogni possibile scenario: dalla collaborazione alla competizione diretta. A fare il punto sulla situazione è stato il CEO dell’EuroLega, Chus Bueno, in un’intervista rilasciata a Reuters.
Bueno non ha nascosto che l’ipotesi di uno scontro frontale tra le due leghe sul mercato europeo è tutt’altro che remota, pur riconoscendo i rischi che una simile frammentazione comporterebbe.
«Se non raggiungiamo un accordo in Europa, competeremo in Europa… questa è la discussione che abbiamo avuto internamente e, se necessario, siamo pronti.»
Il numero uno dell’EuroLega ha sottolineato come qualsiasi intesa debba fondarsi su un equilibrio reale tra le parti, senza che una delle due finisca per prevalere sull’altra.
«Deve essere una partnership che funzioni per entrambi, non solo per uno.»
Il valore dei club locali e il rischio frammentazione
Bueno ha riconosciuto che la NBA può portare competenze importanti nella gestione organizzativa, ma ha ribadito con forza il peso della storia e del radicamento territoriale dei club europei, presenti sui propri mercati da oltre un secolo. Un patrimonio che, secondo il CEO, rappresenta un valore aggiunto anche per la stessa NBA.
«Sappiamo che l’NBA può dare una mano nella gestione delle cose, quindi dovremmo seguire le sue indicazioni e loro dovrebbero seguire le proprietà intellettuali locali dei club, perché sono presenti sul territorio da 100 anni e possono offrire molto anche all’NBA.»
Il rischio principale di una mancata intesa, ha spiegato Bueno, è la frammentazione del valore: due leghe in competizione finirebbero per dividersi il pubblico, i diritti televisivi e le risorse commerciali, con un danno complessivo per l’intero movimento cestistico europeo.
Ognuno avanti con i propri piani
Nonostante la porta del dialogo resti aperta, al momento le due organizzazioni procedono ciascuna per la propria strada. L’Eurolega si prepara a espandersi, mentre l’NBA Europe lavora in vista del debutto nella stagione 2027.
«Entrambi abbiamo detto che se non avessimo raggiunto un accordo, avremmo dovuto portare avanti i nostri piani. Quindi, come sapete, loro continuano con la procedura e io continuo con il mio piano.»
Una situazione in divenire, dunque, in cui la partita più importante si gioca fuori dal campo: quella per definire chi e come governerà il basket di vertice nel Vecchio Continente.





