L’Olimpia Milano deve vedersela, ancora una volta, con la questione doping. Sembra assurdo eppure è realtà. Dinos Mitoglou, come da comunicato, è infatti risultato positivo ad un controllo amministrato il 4 Marzo dopo la gara di Eurolega contro il Panathinaikos. Una notizia sconvolgente, soprattutto per il fatto che Milano aveva appena finito di occuparsi della vicenda Moraschini risolvendo il contratto con il giocatore. Un caso di questo genere può accadere nel corso di un annata, assestando già da sé un colpo importante a tutto l’ambiente. Ma la notizia che ce ne siano due nella stessa stagione risulta ancora più sconcertante. Per non parlare del fatto che l’Armani, tre anni fa, aveva dovuto affrontare anche la positività di Christian Burns. Una casualità fortuita sicuramente, ma che sta assumendo i contorni di una vera e propria maledizione per tutta la società.
Partiamo tuttavia dal presupposto più importante. Sia nel caso di Burns che in quello di Moraschini, il club non ha mai avuto nulla a che vedere con le positività riscontrate negli atleti. In entrambi i casi si parla di errori dei giocatori stessi, che nel loro privato non avevano prestato abbastanza attenzione a non entrare in contatto con le sostanze incriminate.
Per quanto riguarda Mitoglou, nessun organo ha ancora fornito una comunicazione o dichiarazione certa. Non ci è dato sapere di quale elemento si stia parlando, di come e se il contatto sia avvenuto. Buio assoluto quindi, in cui però vige una certezza: l’Olimpia perderà un tassello fondamentale del proprio roster. Difatti, dopo la sospensione, ci vorranno giorni prima che si venga a sapere la sostanza e si possa fare richiesta per una controanalisi. Anche nel migliore dei casi, passeranno diverse settimane prima che Dinos sia scagionato.
Il lungo andrà quindi a costituire un’assenza molto pesante all’interno del roster. Certo, la sua stagione era già stata molto travagliata a causa dell’infortunio subito qualche mese fa. Ma il suo ritorno avrebbe potuto dare un contributo fondamentale a coach Messina nello sprint finale. Oltre a questo, la sospensione del greco potrebbe avere ripercussioni su staff e giocatori anche a livello mentale. Per la seconda volta in stagione dovranno infatti affrontare il peso che una positività al doping comporta, seppur non direttamente. Per non parlare di ciò che la società tutta dovrà affrontare, a livello di organico e soprattutto di immagine. Due casi nello stesso anno, tre negli ultimi tre. Sicuramente anche quest’ultima sospensione non sarà colpa del club, ma veder accostato il nome del proprio brand a problematiche di questo tipo risulta essere un danno non da poco.
Allo stesso tempo, proprio per il discorso che facevamo prima, la squadra di Messina in questa stagione ha dimostrato di poter far fronte a qualsiasi evenienza. Infortuni, positività al doping, problemi di calendario. L’Olimpia non si è mai fatta abbattere e ha sempre mantenuto un livello altissimo tra campionato ed Eurolega, a dimostrazione dello zoccolo duro che è stato creato. Milano ha quindi tutte le carte in tavola per superare anche questo ostacolo. Farlo non sarà facile, certo, ma sarà necessario per concludere la stagione nel migliore dei modi. Non riuscirci sarebbe un peccato per tutto quello che l’Armani ha costruito in questa annata, soprattutto in Europa. Nel frattempo sarà necessario capire ciò che è effettivamente accaduto a Dinos Mitoglou. Con la speranza che anche questa volta si parli di un’accidentalità poco fortunata, e che la maledizione si concluda presto.
